di Linda Maisto e Francesco Pastore

Oggi è finito il Giffoni Film Festival. Sui siti web ci sono tutti i video e i vincitori. Genitori e figli tornano a casa pensando che è stato un grande sforzo per tutti, ma ne è valsa davvero la pena. Tutti parlano della necessità di dare un’opportunità di crescita ai giovani italiani ma pochi lo fanno davvero. Il motivo è che non è semplice. I nostri giovani non sono più quelli di decenni fa quando si accontentavano di andare a giocare in cortile con le biglie e le figurine. Quei bambini erano destinati per lo più a lavorare in fabbrica o nel caso migliore in ufficio a svolgere qualche task routinaria.

Oggi i giovani hanno sogni diversi e la creatività sarà un asset decisivo per affrontare le sfide del futuro del lavoro. Con l’avanzata dei robot e della digitalizzazione, serviranno meno braccia o menti esecutive e più spirito di iniziativa, capacità di riflessione, senso critico e soprattutto creatività. I giovani di oggi devono essere protagonisti e professionisti costretti a fare tante scelte nella vita. Per loro non c’è scelta: saranno menti pensanti o precari e disoccupati.

Ed è forse per questo che alla 50° edizione del Giffoni Film Festival aumentano sempre di più le richieste di iscrizione da ogni parte del mondo. Infatti, a Giffoni i veri protagonisti sono i giovani, non i loro genitori. Gli si richiede di elaborare, svilupparle ed esprimerle il proprio pensiero. Devono avere perciò la mente sempre pronta e vigile ad accettare la sfida che gli si propone. Insomma, Giffoni è una scuola di formazione prima di tutto, una scuola per imparare ad essere protagonisti del proprio futuro. Perciò, il festival che è nato mezzo secolo fa ha una visione del futuro che non invecchia, anzi ringiovanisce con gli anni, nonostante la crisi delle nascite e della famiglia, nonostante l’impoverimento della classe media, nonostante la precarietà lavorativa e la conseguente crisi esistenziale dei nuovi padri e madri, i 30enni di oggi.

Ancora molti si chiedono dove sia. Giffoni Valle Piana è un ridente paesino in collina nella vasta provincia di Salerno, la terra del governatore Vincenzo De Luca. Il destino del paese è legato a filo doppio a quello del festival ideato e realizzato da Claudio Gubitosi. Chissà se mai qualche divinità dell’antica Roma ha previsto per queste dolci colline di diventare una multimedia valley. Fatto sta che Giffoni è all’avanguardia delle tecniche cinematografiche e la dotazione di infrastrutture per il cinema aumenta di anno in anno: sale cinematografiche, stand per i laboratori, macchinari, parco giochi adiacente alla piazza principale degli eventi. All’inaugurazione del festival, Gubitosi ha annunciato di aver concordato con il governatore De Luca la creazione di una metropolitana leggera che colleghi Giffoni a Salerno e per questa via al resto del Paese. Credo sia importante per il futuro sostituire sempre di più il trasporto su gomma con quello su rotaia, che ancora manca.

Durante le nove giornate della kermesse, la cittadina offre tanto: concerti, artisti di strada, incontri con le star dei bambini e dei ragazzi nel campo della musica, della tv e del cinema. Una festa continua ricca di soprese con un programma ricchissimo che non stanca mai. Per un paio di settimane, Giffoni diventa il centro del mondo. Durante la kermesse, la cittadina rivive e si risveglia dal letargo. I giffonesi, gli abitanti di Giffoni, offrono il meglio di sé: bar, ristoranti, negozi, hotels, hanno tutti un’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il punto chiave, però, è che i Giffoner entrano nel festival per realizzare i propri sogni. Sono loro i giurati da cui dipende l’assegnazione dei premi. I partecipanti sono divisi in gruppi di età poiché fra 3 anni e 17 passa tanta acqua sotto i ponti, la crescita è esponenziale e anche diversi sono i gusti, i modi di pensare, i problemi. Molto dipende da quello che si impara a scuola quell’anno. Il ruolo di giurato dà un senso di responsabilità ai ragazzi. Non sono spettatori passivi, ma attivi che sanno che dalla loro scelta può dipendere il successo di un film. I bambini non sbagliano e scelgono meglio di qualsiasi giuria di adulti poiché quei film sono destinati a loro.

Guardare e chiedersi cosa si sta guardando; confrontare film molto diversi fra loro e confrontarsi con persone diverse da sé è un momento importantissimo per molti giovani soprattutto quelli che non hanno la possibilità di farlo in altri contesti. È un modo di allenare fantasia, senso critico e creatività: tutti asset decisivi per la vita dei bambini di oggi, qualunque sarà il loro futuro. E il confronto con gli altri è utile soprattutto quando l’altro è diverso da noi. Al Giffoni partecipano ragazzi da 52 Paesi del mondo.

Al Giffoni nascono amicizie che a volte durano nel tempo, a volte tutta la vita. In questo modo, si arricchisce il capitale umano dei giovani che è fatto non solo di fantasia e creatività, ma anche di networks. E non si sa mai che qualcuno di questi contatti non abbia un ruolo chiave in futuro, nella vita di un Giffoner. Senz’altro è un asset sul quale poter contare. E con i social network, un contatto oggi può essere per sempre e può generare mille nuovi contatti. Forse anche per questo le domande di partecipazione al Giffoni aumentano sempre di più. i giovani si sentono parte di qualcosa di grande che coinvolge tutto il mondo ed è quello che vogliono sentire!