Due serate di guerriglia in Valle di Susa, attorno al cantiere della Torino-Lione. Il primo atto, venerdì sera: a Chiomonte, durante “l’apericena” del campeggio No Tav, un gruppo di 150 persone si è avvicinato al varco 1 della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità lanciando razzi e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni, ma forte temporale ha poi costretto i manifestanti a lasciare la zona. Nella tarda serata di sabato, sempre nella stessa zona, i No Tav hanno bersagliato con fuochi d’artificio e bombe carta carabinieri e poliziotti schierati a difesa del cantiere.

Cresce di nuovo quindi la tensione a pochi giorni dalla terza edizione del festival Alta felicità previsto a Venaus dal 26 al 29 luglio. E mentre la questura di Torino ha comunicato di aver riconosciuto militanti del centro sociale Askatasuna e attivisti provenienti da fuori provincia – in particolare Modena, Pisa, Bologna, Rovigo e Catania – torna anche la polemica politica. Per la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, sono “inaccettabili i disordini” mentre dal “governo solo un silenzio assordante“.

La leader di Fdi, Giorgia Meloni, esprimendo “solidarietà agli agenti aggrediti”, definisce “imbarazzante” il silenzio del premier Giuseppe Conte: “Il governo dica una volta per tutte se vuole fare o no la Tav perché su questo tutti tacciono. Fratelli d’Italia – spiega – è con le forze dell’ordine senza se e senza ma e dice sì a quest’opera strategica”. Nel Pd parla Gianfranco Librandi, deputato dem, esprimendo “preoccupazione per l’atteggiamento intimidatorio di quei no Tav che questa notte hanno provocato scontri in Val Susa”. Anche il parlamentare dem si chiede “come intende reagire il governo e se le posizioni dei M5S contro le grandi opere non finiscano per dar loro copertura politica” e chiede quindi una “presa di distanza secca da parte del premier Conte del vicepremier Di Maio e di Beppe Grillo rispetto a questa gravissima vicenda”.

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