Cento persone sono al lavoro in condizioni al limite del proibitivo per riportare in superficie uno speleologo precipitato in una grotta e rimasto ferito in Alta Val Corsaglia, nel Cuneese. L’operazione di soccorso è impegnativa e complicata, tanto che il termine era previsto all’alba di lunedì ma l’intervento è ancora in corso. L’uomo, che nella caduta ha riportato lesioni multiple ma non è in pericolo di vita, è stato caricato su una barella che viene trascinata lentamente, a mezza altezza, attraverso un sistema di carrucole e teleferiche allestito per l’occasione.

I soccorritori in muta da sub stazionano nei tratti del percorso coperti dalle acque passandosi il fagotto di mano in mano, mentre altri – i cosiddetti ‘disostruttori’ – aprono dei varchi nella roccia dove i passaggi sono troppo stretti. È stato anche steso un cavo telefonico per permettere al personale medico all’esterno di monitorare costantemente le condizioni del ferito. L’escursionista, descritto come molto esperto, è Gianluca Ghiglia, presidente dello speleoclub Tanaro, di Garessio (Cuneo), impegnato con una ventina di compagni nella traversata dal Buco Fantozzi alla Colla degli Stanti, itinerario assai apprezzato dagli appassionati.

L’incidente è avvenuto attorno alle 18 di sabato quando Ghiglia è precipitato nella Grotta della Mottera e vi è rimasto intrappolato. Sul posto sono arrivati i primi operatori del Cnsas (Soccorso alpino e speleologico) e poi i venti ‘alpini’ della Delegazione di Mondovì hanno portato in salvo i componenti della spedizione. Con il passare delle ore si sono mobilitate squadre dalla vicina Liguria, poi dall’Emilia Romagna, dalle Marche, dalla Lombardia e dalla Toscana. Le condizioni del ferito non sono mai sembrate preoccupanti. Una volta raggiunto, però, in attesa che potesse cominciare il trasporto è stato necessario avvolgerlo in una tenda termica per evitare crisi di ipotermia (la temperatura era intorno ai 6 gradi) e stabilizzarlo con l’aiuto di farmaci.

Altri due incidenti in montagna, domenica, hanno avuto esiti mortali. Il primo si è verificato in Val di Tovel, nel Trentino, dove un 64enne di Tuenno ha perso la vita dopo essere scivolato durante un’escursione tra pian della Nana e la val Madris. Il secondo sulle Alpi Sarentine, in Alto Adige: un alpinista altoatesino è caduto affrontando la Cima Ghetrun. È stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Bolzano, ma le sue condizioni si sono aggravate nel pomeriggio.