Giuristi, attivisti e solidali francesi si sono dati appuntamento in questi giorni in Val Roja, nelle alpi marittime francesi, per la prima edizione del Festival dei ‘Passeurs des Humanité’, trafficanti di umanità. Tra loro Mirelle Damiano, Zia Oloumi, importanti avvocati del foro di Parigi e di Nizza, lo storico eurodeputato dei verdi francesi José Bové, docenti universitari come Pinar Selek e osservatori dei diritti umani di prestigiose e autorevoli associazioni transalpine come Emilie Pesselier dell’Anafe. Insieme, a margine dell’incontro “Come difendersi da uno Stato che non rispetta la legge?”, tenutosi tra le tende piantate sul terreno dove Cédric Herrou ospita i migranti in transito, gli avvocati hanno elencato ai microfoni de ilfattoquotidiano.it quelle che, a loro modo di vedere, sarebbero le violazioni del diritto internazionale e del regolamento di Dublino che la Francia mette in atto dal giugno 2015 a oggi.

Tra le violazioni segnalate quelle dell’articolo 13 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo che riguarda la possibilità di ricorso nei respingimenti, dell’articolo 4 del protocollo IV Cedu sulle espulsioni collettive, gli articoli 20-21-22 (divieto di ripristino dei controlli sistematici) e degli articoli 23-24-27 (‘Uno Stato membro può in via eccezionale ripristinare il controllo di frontiera alle sue frontiere interne per un periodo limitato a una durata massima di trenta giorni’) del Codice Frontiere Schengen, violazioni del Regolamento Dublino per il respingimento di minori stranieri non accompagnati e di richiedenti asilo; violazione della Convenzione di New York per i diritti del bambino, violazione dell’articolo 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, degli articoli 3 e 6 CEDU. Inoltre segnalano la violazione di quanto contenuto nella direttiva rimpatri (Dir. 2008/115/CE) in materia di respingimenti, nella parte in cui si prevede la necessità di rispettare il diritto di difesa, il diritto ad una mediazione linguistica, il diritto alla conoscenza effettiva dei provvedimenti adottati dall’autorità competente, dell’articolo 19 della Carta Fondamentale dei Diritti dell’Ue (divieto delle espulsioni collettive), dell’art. 6 della Direttiva Procedure 2013/32/UE sulle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale.

José Bové chiede un drastico cambio di rotta al governo di Emmanuel Macron, proponendo la proposta di un permesso di soggiorno europeo che permetta la libera circolazione dei richiedenti asilo in tutta l’area Schengen, sulla falsa riga di quanto avveniva prima dell’approvazione del Regolamento di Dublino firmato due volte dall’Italia, dai governi Berlusconi (nel 2003) Letta (2013), che prevede sì il procedimento di richiesta d’asilo nel paese di approdo dei migranti, ma anche una serie di altre norme nella sua applicazione che la Francia violerebbe sistematicamente, come dimostrano gli oltre 200 ricorsi vinti dall’avvocato Zia Oloumi proprio inerenti a una ‘errata applicazione’ del regolamento.

Una triste lista di violazioni dei diritti umani in parte condivisa con l’Italia, che a Ventimiglia sta violando anche (per espressa opposizione dell’amministrazione comunale) la recente legge Zampa in difesa dei minori non accompagnati, impedendo l’apertura di un centro a loro dedicato sul territorio come previsto per legge, e l’art. 13 della Costituzione in relazione al sistematico trasferimento coatto di stranieri già identificati negli hot spot del sud Italia.

Hanno collaborato per le traduzioni Gabriele Siri, Luca Giliberti e Julie Munos Simcič