Mentre oltre 7mila persone stanno percorrendo in corteo le strade di Ventimiglia per chiedere un permesso di soggiorno europeo e l’apertura delle frontiere, lontano dal centro città per “non disturbare i commercianti”, su precisa richiesta delle istituzioni, fin dal pomeriggio di ieri, la strada che dalla stazione conduce al “bar Hobbit” è stata blindata dalle forze dell’ordine.

Ufficialmente per proteggere il limitrofo consolato onorario di Francia, nei fatti ostacolando l’ingresso agli esercizi commerciali della via, tra i quali il bar che, dal 2015, è diventato un punto di sosta e ristoro per i migranti in transito. Il locale di Delia Bonuomo è uno dei pochi, nella città di frontiera, che non solo fa entrare i migranti, ma gli permette di sostare anche solo consumando un bicchiere d’acqua, andando più volte incontro offrendo da mangiare a “chi vedo essere in oggettive condizioni di difficoltà, qui arrivano persone che non mangiano da giorni, e so riconoscere la sofferenza negli occhi”.

Un bar solidale che in questi anni ha perso moltissimi clienti abituali e si trova in difficoltà economiche, e oggi sperava nel passaggio di tanti solidali diretti alla manifestazione, mentre se la situazione non si sblocca rischia di perdere la giornata di lavoro, come avvenuto già nella giornata di ieri.

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