“Tutto ciò che possiamo osservare al momento è che i mercati sono piuttosto nervosi e ansiosi di avere una buona comprensione di quello che sarà il mix delle politiche italiane in prospettiva“. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, è così intervenuta sul caso Italia al termine di una giornata da dimenticare per Piazza Affari crollata del 2%, maglia nera di un’Europa in affanno e, soprattutto, per i titoli di Stato con lo spread che è tornato a salire (241 punti) in scia alla forte tensione sui Btp (2,7% il rendimento) e ai timori che gli accordi di Meseberg tra Germania e Francia sul potenziamento dell’Unione possano penalizzare le banche italiane.

Tra i fattori di rischio per l’economia, la Lagarde che ha parlato a margine dell’Eurogruppo, ha citato “la reazione molto rapida dei mercati a quella che percepiscono come espansione del bilancio, o una retromarcia sulle riforme che erano state decise in alcuni dei grandi membri dell’Eurozona”. Il numero uno dell’Fmi ha quindi precisato di non identificare “specificamente l’Italia come l’unico Paese che cade nella categoria di tutti questi criteri”. Del resto, ha ammesso, “non sappiamo ancora quale sarà la politica economica generale che l’Italia applicherà. Una delle nostre missioni andrà tra due settimane in Italia, per l’articolo 4 (il rapporto sullo stato delle economie, ndr), e non vediamo l’ora di incontrare le autorità per capire esattamente quali sono i loro piani. Per il momento sentiamo dichiarazioni rassicuranti, in termini di disciplina di bilancio di debito in calo e così via, ma vogliamo capire esattamente quali saranno le politiche andando avanti”, ha concluso.

Lettura differente da parte degli analisti finanziari interpellati dall’Ansa, che hanno ricondotto l’andamento dei mercati alla parole e alle nomine dei politici. “Le nomine alle commissioni hanno avuto un impatto che si è visto stamane sul mercato e che non lascia tranquilli – ha commentato Vincenzo Longo, di Ig – Quanto alle dichiarazioni di Salvini, visto il suo ruolo di vicepresidente del Consiglio e il peso che ha con Di Maio nell’orientare le politiche di governo, sono tornate a spaventare gli operatori, che erano stati rassicurati da Tria e contribuiscono a tenere alto il livello di attenzione sull’Italia soprattutto dall’estero”. Il riferimento è alle parole del ministro degli Interni che – insieme alla notizia di Claudio Borghi e Alberto Bagnai alla presidenza rispettivamente delle commissioni Bilancio della Camera e Finanze del Senato e della Camera – ha allarmato gli investitori paventando il taglio del contributo dell’Italia al bilancio Ue se non ci sarà un accordo sull’immigrazione e indicando lo smantellamento della riforma Fornero entro fine anno.

“All’estero non hanno la profondità di giudizio che abbiamo noi. Ogni giorno abbiamo investitori presenti a Londra che ci chiedono aggiornamenti sulla politica italiana”, aggiunge Longo. “Oggi è tornata la volatilità che si era vista a fine maggio ora che, al di là degli slogan elettorali, gli operatori finanziari vogliono vedere il governo in azione“. Sulla stessa linea Anna Benassi, capo della ricerca sull’azionario italiano di Kepler Chevreux. “Dobbiamo convivere con le esternazioni dei politici. Se qualcuno corre dietro alle dichiarazioni del momento, c’è da chiedersi se per i mercati conta di più quello che dice sulla futura manovra finanziaria Salvini o Di Maio o Tria e perché non Conte? Quel che conta è farsi un’opinione sulla manovra considerando i vincoli che abbiamo: lasciamoli parlare e li valuteremo quando faranno la manovra”, ha detto convinta però che in giornata più che l’allargamento dello spread “sul calo dei titoli bancari pesano le richieste di francesi e tedeschi sul target di sofferenze/impieghi”.

Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti AM Sim, ha invece sottolineato come “i mercati sono fatti da operatori, alcuni professionali ma altri no, come nel retail no, e certe affermazioni influenzano i comportamenti che tendono ad amplificarsi anche in modo irrazionale”. Infine Equita vede “una rinnovata pressione sull’Italia” e individua “i due problemi” che stanno agitando i mercati nei “migranti” e nelle “finanze pubbliche”, ha commentato Gianni Piazzoli, esperto politico del broker, che a proposito della pressione in vendita sui bond italiani cita la nomina di Bagnai e Borghi “entrambi definiti euroscettici”. “C’è la sensazione – ha affermato l’analista di Equita – che il controllo della Lega su questioni economiche all’interno del Parlamento sia molto significativo a questo punto”.

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