Non censire i rom ma i raccomandati della pubblica amministrazione. Anche quelli in Rai. È in questo modo che  Luigi Di Maio risponde a Matteo Salvini. E lo fa nello studio di Porta a Porta, quella che un tempo fu la “terza Camera del Parlamento”. “Ci sono altri censimenti politici da fare: il primo è quello dei raccomandati della Pa e tra questi anche quelli che ci sono in questa azienda, la Rai“, ha detto il vicepremier a Bruno Vespa. Aggiungendo subito dopo: “Nessuna azione intimidatoria però se c’e governo del cambiamento dobbiamo ristabilire un pò di meritocrazia”.

Quindi il leader del Movimento 5 stelle è tornato sulle parole del suo alleato di governo. “Quando Salvini ha detto ‘non faremo censimenti, non schederemo le persone, mi ha fatto piacere che abbia corretto il tiro, perché secondo la nostra Costituzione i censimenti su base razziale non si possono fare. Controlli per la sicurezza dei campi rom e dei bambini sono cosa diversa: il tema della sicurezza è importantissimo. Ma se si parla di censimenti su base razionale, no”. Già come aveva fatto ieri, dunque, il ministro dello Sviluppo Economico pone l’accento sulla smentita del titolare del Viminale. Ma bolla la sua prima proposta – una vera e propria offensiva razziale – come incostituzionale. A provocare reazioni da parte dell’opposizione è però la proposta del ministro di censire i raccomandanti della Pa. “Di Maio ha imparato in fretta la parola censimento da Salvini e non vedeva l’ora di usarla anche lui. Così il governo dei due mezzi premier ha ingaggiato una gara a chi censisce di più. Con la Lega decisamente avanti sugli inseguitori a Cinque stelle”, dice il senatore del Pd, Tommaso Cerno. “Schedare i dipendenti Rai? Mai si erano sentiti toni del genere, così intimidatori, anche contro i dipendenti della pubblica amministrazione. Ecco perché Luigi Di Maio ha tenuto la delega alle Comunicazioni. Come fa il presidente Fico a non prendere le distanze?”, commenta il deputato dem Michele Anzaldi.

“Modificheremo Dublino. Soldi accoglienza vanno rendicontati” – Censimenti a parte, però, Di Maio da Vespa ha anche sottoscritto l’alleanza col Carroccio soprattutto sul fronte dell’immigrazione. “Siamo compattissimi. È un tema che l’Italia ha affrontato con pazienza in questi anni, ma adesso la musica e cambiata. Nelle prossime settimane andremo ai tavoli europei, chiederemo una modifica del regolamento di Dublino. Nulla sarà più come prima. Ora ci sono porti aperti in Spagna e in Francia: ci hanno fatto la morale. Ora le Ong possono andare anche lì. È bastato dire qualche No ai tavoli europei. Con qualche sano No otterremo tanti Sì”.  “L’accoglienza dei migranti- ha ripetuto il leader del M5s – è diventata un business. Ora da una parte dobbiamo limitare le partenze dall’altra i soldi che si mettono sull’accoglienza devono essere rendicontati. Gli italiani mettono tanti fondi, parte dei quali sono al ministero del lavoro e che vengono assegnati alle coop che gestiscono l’accoglienza seguendo le prassi dell’emergenza: questi fondi vanno rendicontati, il tema è vero e serissimo”.

“Non ho complesso di Salvini. Conte fa sintesi” – E sulla superiore mediaticità del suo parigrado, il vicepremier ha poi ripetuto quanto dichiarato a Lucia Annunzia: “Quello di Salvini è un complesso che non ho. Abbiamo stili completamente diversi ma il presidente Conte sa fare la sintesi”. Quindi il vice presidente del consiglio ha nuovamente esposto la versione sul caso legato allo stadio della Roma che ha coinvolto Luca Lanzalone, ex presidente di Acea. “Conosco la vicenda Lanzalone. A Livorno con la sua professionalità ci ha permesso di risolvere il problema dei rifiuti” e sotto la sua presidenza “Acea ha superato il record di valore delle azioni. Non è una persona legata a M5S, ha dimostrato il suo valore sul campo”.

“Reddito di cittadinanza entro l’anno” – Dunque, il leader del M5s ha parlato di riforme da fare a partire da quella sul finanzialmento alla politica. “Ho già parlato con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, della legge sulla trasparenza dei partiti, chiedendo di portare la norma al più presto in Parlamento”. Il ministro dello Sviluppo Economico ha poi commentato due delle proposte che competono i suoi dicasteri: pensioni e reddito di cittadinanza. “Dobbiamo accelereare sul reddito di cittadinanza, spero di portarlo in legge di Bilancio a fine anno”. “La vera grande sfida – ha aggiunto – è mettere a posto i centri per l’impiego, che dipendono dalle Regioni. Voglio mettere assieme i singoli assessori al Lavoro delle Regioni, poi chi si prenderà il merito non mi interessa. Attualmente nei centro per l’impiego il personale è poco, a volte provenienti dalle vecchie Province, con problemi di differenze a livello regionale, e maldotati”. In mattinata, invece, Di Maio ha spiegato di aver incontrato “il presidente dell’Inps Boeri: la mia idea è di creare un fondo alimentato con tagli alle pensioni d’oro e vitalizi e lo destineremo alle pensioni minime. È una questione di giustizia sociale”. Ultimo passaggio sul jobs act: “Stiamo lavorando per ridurre il numero dei rinnovi dei contrati a termine”.

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