“Salvini ha fatto il bullo con 629 rifugiati, dei poveri disgraziati. Ma non cambia nulla, è una colossale operazione di successo dal punto di vista mediatico: tanto di cappello, Salvini è stato come un bravissimo regista che ha fatto uno spot”. A dirlo è l’ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd Matteo Renzi in un’intervista a In Mezz’Ora, su Rai3. Secondo Renzi “in Unione Europea non cambia nulla e anzi l’Italia è più isolata. Si può essere d’accordo sull’aiutarli a casa loro, sull’investire in cooperazione internazionale ma non puoi farlo sulla pelle di 629 persone. Un milione di like non vale una vita“. Insomma “quello dell’Aquarius è solo uno spot. Se dobbiamo stare attenti ai numeri siamo sinceri: per 629 persone lasciate in mare, si tratta di un numero infinitesimo più basso di quelli che sono arrivati da noi”. Piuttosto, per l’ex presidente, “diciamo a Orban che se non accolgono i migranti smettono di avere i fondi europei. Ma Salvini non lo fa, perché è alleato con lui“.

LA REPLICA DI SALVINI: “RENZI? GLI HANNO RISPOSTO GLI ITALIANI” – Non si è fatta attendere la risposta del diretto interessato. “Oggi Renzi ha detto che sono un bullo? A Renzi non ho tempo per rispondere, hanno già risposto gli italiani, non mi interessa rispondere agli insulti, voglio lavorare” ha detto Matteo Salvini da Cinisello Balsamo (Milano), a un incontro con la cittadinanza. “Nelle prossime settimane lavoriamo anche per aumentare le espulsioni – ha aggiunto – non basta solo farne partire meno, ma bisogna allontanarne di più”. Per il ministro dell’Interno “quelli delle coooperative che accolgono i presunti profughi fanno i generosi, hanno il cuore d’oro a 35 euro al giorno – ha detto – Io voglio vedere se gli togliamo i 35 euro al giorno se continuano a farlo lo stesso”.

RENZI E IL NUOVO STADIO DELLA ROMA – Renzi parla anche dell’altro tema forte di questi giorni, l’inchiesta sul nuovo stadio di Roma, e si sofferma in particolare sui rapporti con i dirigenti M5s (in particolare il guardasigilli Alfonso Bonafede) con Luca Lanzalone, l’avvocato diventato principale consulente, “risolutore dei problemi” nelle amministrazioni guidate da giunte dei Cinquestelle e ora finito ai domiciliari. “Il M5s sceglie una persona che deve fare da tutor per la Raggi e lo premiano, come ha detto Di Maio, con la presidenza di un’azienda – dice rispondendo a Lucia Annunziata – Siccome Lanzalone è stato presentato da Bonafede, oggi ministro della Giustizia, io dico al ministro di venire in Aula a spiegare i suoi rapporti con Lanzalone”. Renzi precisa, come sempre, di essere garantista, “ma – sottolinea – noi non urliamo ‘onestà’, anche se dovremmo gridare ‘ma ‘ndo sta?‘, visto che è ancora coinvolto l’uomo forte del sindaco”. “Una vicenda impressionante per le ricadute politiche” aggiunge Renzi, ricordando che in due anni sono finiti agli arresti i due principali collaboratori della sindaca Virginia Raggi (prima di Lanzalone, era accaduto a Raffaele Marra. Tuttavia, precisa Renzi, su un’eventuale richiesta di dimissioni della sindaca “decide il Pd di Roma”. In realtà, secondo l’ex capo del governo, “Raggi è il grande alibi del M5s, ma Lanzalone gliel’hanno imposto, non è scelta sua”.

E tutto questo si tiene, poi, nei concetti di destra e sinistra, di cosa il Pd non è riuscito a fare, dove ha perso il suo consenso, che fine ha fatto buona parte del suo elettorato. Per Renzi ciò che succede sull’immigrazione spinge a dire che “parlare di sinistra dentro il M5s che sta in un governo che è supportato da Marine Le Pen non è possibile. Non c’è sinistra, sono tutti a rimorchio di Salvini, vediamo se qualcuno batte un colpo. Spero che il Pd e il centrosinistra si facciano sentire. La sinistra e i 5S sono due rette parallele che sono destinate a non incontrarsi”. Renzi vuole togliersi qualche sassolino: “Vorrei dare un abbraccio affettuoso a quel popolo di intellettuali, attori, cantanti, filosofi, che l’anno scorso dicevano che noi del Pd non eravamo di sinistra, che lo era il M5s. M5s ora complice di Salvini, è una corrente a rimorchio della Lega”. E il discorso riguarda anche lo stesso campo del centrosinistra: quando la Annunziana per un lapsus lo chiama Salvini lui ironizza ricordando che “è capitato anche alla sinistra del mio partito che per mesi ha attaccato il Matteo sbagliato…”.