Perquisizioni in mattinata alla sede centrale della Sparkasse di Bolzano. Si cercano tre milioni di euro che dal Lussemburgo sarebbero tornati in Italia, nel capoluogo del Trentino. Un movimento sospetto che una fiduciaria lussemburghese ha segnalato a Bankitalia che, a sua volta, l’ha segnalato ai magistrati genovesi. Come ha scritto oggi Il Fatto Quotidiano (leggi), i pm Francesco Pinto e Paola Calleri vogliono capire se si tratti di una parte del tesoretto della Lega che i magistrati non sono riusciti finora a trovare.

Questa mattina alle 7,30 gli uomini della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Genova si sono presentati in via Cassa di Risparmio all’apertura delle porte. Insieme con i primi dipendenti. Altre perquisizioni sono in corso tra Roma e altre città, (anche in una filiale della Sparkasse a Milano). Tutto parte dalla condanna in primo grado, nel luglio scorso, di Umberto Bossi e Francesco Belsito per la sospetta truffa di fondi elettorali. I finanzieri stanno cercando 48 milioni di euro ma finora ne hanno trovato solo 2.

“Non c’è nessun legame della Sparkasse con la Lega Nord” afferma il presidente dell’Istituto bancario altoatesino Gerhard Brandstaetter. “Anni fa è stato chiuso un conto corrente attivo presso la filiale di Milano e da allora non ci sono più stati rapporti”, sottolinea Brandstaetter. “Per quanto riguarda invece il Lussemburgo si tratta di normali obbligazioni e attività di tesoreria“, prosegue il presidente della Sparkasse. “I controlli della Guardia di Finanza sono legittimi e non riguardano solo la Sparkasse ma anche altri istituti e non potranno appurare altro”, conclude Brandstaetter.

La nota di Sparkasse:
La Cassa di Risparmio di Bolzano ha diffuso una precisazione. “La banca è stata chiamata a fornire i chiarimenti necessari per identificare i titolari di due operazioni che si presumeva potessero essere riconducibili alla Lega. La Lega ha avuto un rapporto di conto corrente e deposito con la banca tra il 2013 ed il 2014 data a partire dalla quale i rapporti sono stati estinti”, si legge. Gli accertamenti della Guardia di finanza riguardavano “una specifica operazione di acquisto titoli effettuata nel 2016 ed un’operazione di vendita effettuata nel gennaio 2018” per chiarire se “potesse avere quale titolare la Lega”. La banca “ha potuto dimostrare che tale operazione riguarda la normale operatività del portafoglio di tesoreria di proprietà della banca stessa e che quindi le transazioni non sono assolutamente riconducibili alla clientela e tanto meno alla Lega con la quale la banca non intrattiene più rapporti dal 2014”. “La banca non è oggetto di alcuna indagine” e “ritiene di aver fornito tutte le informazioni necessarie a far chiarezza rispetto alle operazioni in oggetto”, conclude la precisazione della Cassa di Risparmio.