Senza pudore e senza senso della misura, ecco che ora l’uomo dei mercati, Mario Monti, in Senato rievoca lo spettro della Troika. La chiama in causa con naturalezza, come se fosse la cosa più normale del mondo. Lo storytelling è sempre il medesimo, quello dettato dalla ossequiosa teologia dei mercati speculativi e dalla loro religione sacra del classismo planetario.

Questo il messaggio, neppure troppo in codice: fate quel che vogliono i mercati e la Ue, voi del novello governo gialloverde, o l’Italia verrà in un batter d’occhio invasa da una giunta militare economica liberista come quella a suo tempo presieduta dallo stesso Monti, l’euroinomane fiduciario dei mercati speculativi. Un governo tecnico Mario Monti bis? Il colpo di Stato finanziario del 2011 avvenne per il tramite dell’instaurazione di un governo formalmente definito “tecnico” e, in verità, corrispondente a una giunta militare di tipo economico, imposta autocraticamente dalla Banca centrale europea con il solo obiettivo di adeguare la penisola italiana ai parametri economici europei, destrutturando i residui diritti sociali e del lavoro. E fu subito riforma Fornero.

Ecco il messaggio che ora Mario Monti ci sta inviando. Rinunziate a velleità populiste e di difesa degli interessi della nazione e del lavoro. Rispettate i desiderata dei turbomondialisti apolidi e dei mercati finanziari deregolamentati.