Mentre il governo Conte si prepara al voto di fiducia, atteso per martedì al Senato e per mercoledì alla Camera, il presidente di Montecitorio Roberto Fico ha sollecitato i partiti a scegliere i deputati che faranno parte delle 12 commissioni permanenti. Solo così, infatti, la 18esima legislatura potrà iniziare davvero a lavorare sui disegni di legge. Prossima tappa la capigruppo di giovedì 7, in cui si deciderà quando le commissioni dovranno insediarsi ed eleggere i rispettivi presidenti. La terza carica dello Stato ha poi avanzato la proposta di riformare il regolamento di Montecitorio con l’obiettivo di unificare le giunte per le elezioni e per le autorizzazioni. L’obiettivo è quello di semplificare l’ordinamento della Camera e adeguarlo a quello del Senato, dove c’è già un’unica giunta.

Nel primo pomeriggio, invece, Fico ha incontrato una delegazione dell’Associazione degli ex parlamentari guidata dal presidente Antonello Falomi. Oggetto dell’incontro la delibera sul taglio dei vitalizi che il Movimento 5 stelle spinge per rendere effettiva il prima possibile. Falomi ha confermato che l’associazione è disponibile a “fare sacrifici“, ma è contraria a interventi “umilianti e punitivi”. Nel documento che Falomi ha consegnato a Fico si sollevano una serie di obiezioni tecniche (fra cui l’incostituzionalità di un taglio “retroattivo”) e il “no” a “qualunque misura che direttamente o indirettamente miri a svuotare di significato la centralità del Parlamento, la sua autonomia e la sua libertà“. Intanto il neo ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro, da sempre un fervente sostenitore del taglio dei vitalizi, ha incontrato al Senato la presidente Elisabetta Casellati. L’ipotesi è che i due si siano confrontati proprio su questo tema.

Durante la conferenza dei capigruppo a Montecitorio, riunita per calendarizzare la fiducia al governo giallo-verde, il presidente Fico ha poi preannunciato che il Parlamento sarà probabilmente chiamato a votare in seduta comune gli otto membri laici del Csm il 19 luglio prossimo (data da concordare in via definitiva insieme a Casellati). Una votazione che, però, si concluderà con un nulla di fatto qualora i partiti non riuscissero a trovare un accordo politico.