Meno venti alla maturità 2018. Oltre 25mila classi per un totale di 509.307 studenti si stanno preparando all’esame di Stato che quest’anno sarà organizzato grazie a 12.856 commissioni. Per i professori la prima riunione è fissata per lunedì 18 giugno mentre due giorni dopo i ragazzi dovranno cimentarsi per sei ore con la prova d’italiano. La seconda prova è in calendario il giorno seguente e varia in termini di ore da passare sul banco a seconda degli indirizzi di studio. Il calendario elaborato dal ministero prevede la terza prova lunedì 25 e la quarta giovedì 28.

La macchina di viale Trastevere è già al lavoro da mesi e oggi ha diramato con una circolare le “regole del gioco” che ogni maturando dovrebbe ben conoscere. Divieto tassativo nei giorni delle prove scritte di utilizzare cellulari, smartphone, personal computer e qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in grado di accedere alla Rete o riprodurre file e immagini: pena l’esclusione dall’esame.

Dall’anno scorso il ministero ha deciso di intervenire anche in merito all’uso delle calcolatrici usate in genere nella seconda prova: quelle ammissibili dovranno essere consegnate il giorno prima del 20 giugno affinché le commissioni le controllino. Nei giorni prima dello “start” fino all’avvenuta stampa delle tracce, l’accesso a Internet sarà riservato ai computer utilizzati dal dirigente scolastico o dal direttore dei servizi amministrativi. Il ministero nella circolare ha posto l’attenzione anche sui locali dove dovrà essere svolta la maturità: “Dovranno essere pienamente idonei sotto il profilo della sicurezza, dell’agibilità e dell’igiene nonché dignitosi ed accoglienti in modo da offrire un’immagine della scuola decorosa e consona alla particolare circostanza”.

Intanto è già iniziato il “toto tema”. A dare una mano ai ragazzi che dovranno affrontare la prova ci pensa Skuola.net che ha esaminato gli ultimi dieci anni di tracce. Dal 2008 al 2017 ben otto volte il tema storico è stato praticamente ignorato. Solo il 3% dei maturandi ci si è cimentato. Nel 2010 si è toccata la punta più bassa: il tema sulle foibe è stato scelto dallo 0,6% dei maturandi. Non è andata molto meglio nel 2011 quando solo l’1,4% ha provato a scrivere qualcosa sugli anni Settanta e il secolo breve di Hobsbawm. Durante l’epoca della Giannini l’argomento sulle “differenze tra l’Europa del 1914 e quella del 2014” è stato svolto dal 3,8% degli studenti mentre l’anno successivo con la Resistenza si è scesi al 2,5%.

D’altro canto a pochi giorni dalla fine delle lezioni – sempre secondo un sondaggio del portale – solo poco più della metà degli studenti sostiene di essere a buon punto con il programma: il 23% ammette che finirà a mala pena la Seconda Guerra mondiale e il 12% sta affrontando a inizio giugno il periodo tra le due guerre. E a poche settimane dalla prima prova iniziano a circolare i pronostici: Luigi Pirandello sembra il più favorito ma spunta il nome anche di Dante Alighieri. Chi guarda alle ricorrenze storiche ha gli occhi puntati sui 70 anni della Costituzione e i cento della battaglia di Caporetto. Sull’attualità non si esclude un argomento legato alla violenza sulle donne o sul cyberbullismo ma in molti hanno ben presente che proprio quest’anno è scomparso Stephen Hawking.