“La costante e leale collaborazione fra tutte le componenti istituzionali e sociali chiamate a confrontarsi con il fenomeno delle migrazioni consente di affrontare l’individuazione di soluzioni in grado di garantire legalità, accoglienza e integrazione“. A poche ore dal giuramento del primo governo Lega-M5s e alla vigilia della festa del 2 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai prefetti. E in un passaggio del testo ha affrontato il tema migranti, tra i capitoli su cui il futuro ministro dell’Interno Matteo Salvini ha già detto di voler intervenire radicalmente. Il capo dello Stato, come ricostruito dal Fatto Quotidiano in edicola, osserverà da vicino l’operato del Viminale sull’argomento. Solo ieri sera Salvini, durante un comizio a Sondrio, ha dichiarato: “Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita. ‘A casa loro’ sarà una delle nostre priorità'”. E ha concluso: “Vorrei dare una bella sforbiciata a quei 5 miliardi di euro, che mi sembrano un po’ tantini”.

Mattarella nel suo messaggio ha anche parlato dell’importanza di una nazione coesa e di un contesto istituzionale che sappia garantire la partecipazione dei cittadini: “Tensioni e prove trovano nel quadro delle istituzioni repubblicane piena possibilità di espressione e composizione, in una nazione unita e solidale. L’impegno volto a garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione e a rafforzare la fiducia dei cittadini nell’operato delle istituzioni, è essenziale ed è condizione per favorire la più ampia partecipazione democratica alla vita del Paese, contro le tentazioni dell’indifferenza e del disimpegno. Il bene della coesione sociale, alla cui tutela si rivolge una parte importante della vostra attività si consolida con le scelte di corresponsabilità e di cittadinanza attiva che ciascuno è chiamato a operare nell’interesse generale”.

Per quanto riguarda il tema della sicurezza, il capo dello Stato ai prefetti ha detto: “Il bene della sicurezza è responsabilità comune e tutti abbiamo il dovere di contribuirvi, con comportamenti ispirati alla piena legalità, contro ogni forma di violenza e intolleranza. Efficaci strategie di prevenzione sono in campo volte a garantire la sicurezza dei cittadini rispetto alle minacce del terrorismo interno e internazionale, che si alimentano nella cultura dell’odio e della violenza”.

Sulla festa della Repubblica ha concluso invocando generosità e dinamismo degli italiani: “Va arrestato con fermezza ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia e in questa nostra Europa affermando un costume di reciproco rispetto, mettendo a frutto le grandi risorse di generosità e dinamismo dei nostri concittadini. Con l’auspicio che il 2 giugno possa essere in ogni territorio l’occasione di una rinnovata condivisione dei principi e degli ideali repubblicani, rinnovo gli auguri di buon lavoro a voi prefetti e a quanti con voi celebrano la festa della Repubblica”.