Sarà il governo dei sommersi. Per la prima volta in Italia i precari, i disoccupati, le tute blu, i piccoli imprenditori, i giovani, gli esclusi in genere, vedono il loro voto – che il 4 marzo è andato in due distinte direzioni – congiungersi e farsi maggioranza. E per la prima volta in Italia sono i salvati, la media e alta borghesia, e in genere coloro che non sono stati vittime della crisi economica e delle nuove povertà, ad andare all’opposizione. La novità, per certi aspetti clamorosa (diciamo pure scandalosa), è che la sinistra nelle sue varie tonalità di rosso (da Pd a Leu) rappresenta, insieme a Forza Italia, gli italiani scampati, i salvati, coloro che hanno perso le elezioni. L’enorme spostamento di classi sociali da una parte all’altra (gli iscritti operai alla Cgil hanno prevalentemente votato Cinquestelle o Lega) perfora i simboli del Novecento, la divisione del mondo e la stessa concezione della vita tra progressisti e conservatori. La vittoria dei sommersi sui salvati porta con sé un’altra conseguenza: vince la rabbia sulla ragione, la paura sulla logica, la voglia di cambiare tutto e a prescindere. E’ questo il più grande rischio a cui andiamo incontro: un governo potenzialmente vittima del suo stesso destino, stressato già all’atto di nascita, dalla necessità di cambiare, cambiare, cambiare. E magari nemmeno pensare.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Governo, spunta un Fico dietro Di Maio

next