C’eravamo tanto amati. In realtà, nonostante gli alti e bassi ricorrenti nelle relazioni di lungo periodo, i “bisticci” tra Cina e Stati Uniti tendono con gran frequenza a ricomporsi in accordi adeguati ad entrambe le parti. L’ultimo atto distensivo è costituito dall’annunciato ribasso dei dazi di importazione in Cina relativi agli autoveicoli: con effetto dal prossimo 1° luglio l’aliquota sarà tagliata dall’attuale 25% fino al 15%, mentre le tariffe relative ai componenti (ricambi, in primo piano) scenderanno a quota 6% dagli attuali livelli compresi tra 8% e 25% a seconda del codice merceologico.

Ne dà notizia… interessata, tra le tante fonti di informazione, la testata statunitense Automotive News nella sua componente online, suggerendo come questo accesso “facilitato” al più grande mercato automobilistico del mondo dia concreta sostanza all’allentamento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, ultimamente in fermento con Trump che ha citato spesso questo dazio al 25% come esempio per denunciare la politica commerciale “protezionista” del colosso asiatico.

Secondo il ministero cinese delle Finanze, questa operazione farebbe in effetti parte degli sforzi per aprire i mercati cinesi e stimolare lo sviluppo del settore automobilistico locale. La mossa, aggiunge autonews.com, rappresenterà una grande spinta per le case automobilistiche d’Oltreoceano, in particolare aiutando i marchi premium come BMW, Tesla, Audi e Mercedes-Benz – già molto popolari in Cina – a chiudere un gap di prezzo sui rivali locali.

Attualmente la diffusione dei marchi stranieri è preponderante nel grande Paese asiatico, rappresentando all’incirca il 55% del mercato (primo trimestre del 2018); la maggior parte dei costruttori esteri, tuttavia, produce anche localmente aggirando almeno in parte l’importante tassa di importazione.

Pechino si è inoltre impegnata, di recente, a cancellare il limite del 50% per le società straniere nelle joint-venture del settore automobilistico. Il tetto sarà rimosso già quest’anno per le auto elettriche ed ibride, mentre entro il 2022 la misura riguarderà più in generale tutti veicoli per trasporto passeggeri. Un ulteriore traguardo di grande importanza per il mercato auto più grande al mondo, forte di 28,9 milioni di vetture vendute nel corso del 2017 ed una crescita annuale che resta importante, seppur a una sola cifra nelle ultime stagioni.