Chi è bocciato rischia di perdere il posto a scuola. È quanto accadrà ai ragazzi dell’istituto tecnico industriale “Ettore Conti” di Milano. A giugno gli alunni che non ce la faranno a superare il primo anno dovranno ricercare una nuova scuola. Lo ha deciso il consiglio d’istituto che all’inizio del mese ha deliberato i nuovi criteri per le iscrizioni. La scelta è stata ufficialmente comunicata sul sito del Conti: “La re-iscrizione nel nuovo anno scolastico degli alunni non promossi è possibile solo se vi è disponibilità di posti. In particolare, a causa della limitata disponibilità di posti per il prossimo anno scolastico, gli alunni delle classi prime non promossi a giugno, non possono essere nuovamente iscritti alla classe prima dell’Ettore Conti, sia per il liceo che per l’istituto tecnico”.

Dura vita anche per chi si ritrova con un debito formativo. Anche per loro vale la stessa regola: “Gli alunni delle classi prime – cita il comunicato della scuola – che dovessero risultare non promossi a settembre potranno essere ammessi a frequentare nuovamente la classe prima solo nei limiti dei pochi posti disponibili”. Unica speranza la sorte: in caso di esubero delle domande di re-iscrizione da parte degli alunni non promossi, il 7 settembre verrà fatto un sorteggio dei ragazzi che abbiano fatto richiesta per tornare sui banchi della loro scuola. Ma la fortuna non vale per tutti perché in nessun caso potranno essere ammessi alunni non promossi nella classe prima del liceo sportivo.

A spiegare le ragioni di questa scelta che richiama alla memoria le parole di don Lorenzo Milani (“Se si perde loro (gli ultimi) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati”) è il dirigente Gian Ferruccio Brambilla rammaricato di aver dovuto prendere una simile decisione: “Non abbiamo posti. Fino a qualche anno fa arrivavamo anche a 30 alunni per aula: non si poteva, ma facevamo l’impossibile per accogliere i ragazzi. Dopo le tragedie accadute negli ultimi anni il tema sicurezza è diventato ancora più pressante per noi dirigenti che abbiamo delle responsabilità”.

Ragioni di sicurezza a detta del preside che ricorda che in ogni aula possono seguire le lezioni fino al massimo di 27 alunni: “È la prima volta che siamo stati costretti a intraprendere questa strada ma abbiamo avuto un aumento di iscrizioni a gennaio non sufficiente per creare una classe in più in grado di creare maggiore disponibilità”. Brambilla esclude che si tratti di una questione di merito e sottolinea l’importanza di aver comunicato a far tempo la scelta dell’istituto: “Abbiamo ritenuto di avvisare le famiglie per tempo in modo che i ragazzi non rischino di restare con il cerino in mano e non sapere dove andare”.

Un problema visto che le iscrizioni avvengono a gennaio. Chi è bocciato e non trova posto nella scuola dov’era iscritto potrebbe non trovarlo altrove: “La situazione è complessa. Il nostro sforzo è diminuire il numero dei bocciati senza abbassare l’asticella”, spiega il capo d’istituto. Intanto il ministero dell’Istruzione interpellato da Ilfattoquotidiano.it sulla decisione presa alla scuola di Milano si riserva di approfondire la questione: già nel pomeriggio Roma ha preso contatti con l’ufficio scolastico regionale per comprendere i termini del problema.

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