“Una bozza orribile, un governo pericoloso per il Paese. Il Comitato di conciliazione ricorda il gran consiglio del fascismo“. L’alleanza di governo vista dall’Aventino del Partito democratico è descritta dalle parole di Graziano Delrio. Mentre Cinquestelle e Lega trattano per trovare un’intesa, il Pd smonta la versione del contratto di governo pubblicata martedì sera dall’Huffington Post: “La bozza mi sembra orribile. Un autista ubriaco ti conduce in un burrone ed è un pericolo per tutti i passeggeri che sono a bordo”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera intervistato su Radio Capital. Che poi ammette: “Spero non ce la facciano perché penso che sia un governo pericoloso per il Paese“.

Dopo la critiche arrivate da Bruxelles, anche Delrio parla di ricette economiche preoccupanti: “Hanno ragionato di condono di debito pubblico e uscita dall’euro, è molto preoccupante che anche se superata abbiano messo giù quelle cose. Siamo anche noi a bordo di quell’autobus: se il guidatore sbanda e cade in un burrone, cadiamo tutti”, ha detto il ministro uscente. Manca, secondo Delrio, il tema del lavoro: “Si parla molto di sussidi e mance, anche sulle pensioni, Berlusconi era anche più generoso, ma il problema sono le nuove generazioni“.

Quello che si profila all’orizzonte, per il capogruppo dem, è quindi un “governo di vera destra in Italia: Salvini ha le idee molto chiare”, dice Delrio, ricordando i legami con Le Pen e Orbàn, “mentre Di Maio ha le idee molto confuse. Quando si mettono insieme due così, la linea la dà chi ha le idee chiare”. Al tavolo delle trattative ci sarebbe potuto essere il Pd, che ha invece respinto, non senza divisioni interne, l’offerta dei Cinquestelle: “Il diritto di provarci ce l’hanno, dunque è giusto lo facciano perché hanno vinto le elezioni e il cittadino deve essere l’arbitro, ma per il bene del Paese spero che non ce la facciano“.

Per l’esponente dei dem rimane sempre aperta l’ipotesi di un esecutivo del Presidente: “Per fortuna c’è l’alternativa del governo istituzionale promosso dal Quirinale. Io vedo 70 giorni di chiacchiere: credo che il problema sia l’accordo sulla poltrona perché sui programmi per Di Maio la flat tax non è una misura di destra”. Delrio ha poi commentato duramente il comitato di conciliazione parallelo al Consiglio dei ministri, previsto nella bozza del contratto di governo Lega-M5S: “È come il gran consiglio del fascismo, siamo agli organi paralleli ormai. Salvini e Di Maio hanno una cultura costituzionale preoccupante“, ha concluso Delrio.

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