Ancora terrore a Parigi, in pieno centro, a due passi dal teatro dell’Opéra. Intorno alle 21 di sabato un giovane, che secondo i testimoni ha gridato “Allah Akbar”, ha accoltellato i passanti in rue Saint-Augustin, nel secondo arrondissement. Un ventinovenne è stato ucciso, altre quattro persone sono ferite, di cui due gravemente ma ora fuori pericolo. La polizia ha reagito rapidamente e l’assalitore è stato abbattuto dopo pochi minuti. Fonti giudiziarie fanno sapere che nel pomeriggio di domenica è stato arrestato a Strasburgo un amico del killer.

Come riferisce France 2, l’attentatore si chiamava Khamzat Azimov, era nato in Cecenia il 1 novembre 1997 ed era stato naturalizzato francese nel 2010. “Suo padre e sua madre sono stati fermati”, ha detto una fonte giudiziaria, che ha sottolineato come il ragazzo “non avesse precedenti” ma era schedato come “S”, la lettera usata per le persone ritenute “vicine agli ambienti radicali islamici”, perché era in contatto con il marito di una donna partita per la Siria. Attraverso il suo organo di propaganda Amaq, l’Isis ha rivendicato l’attacco all’arma bianca, sottolineando che è stato messo a segno da “un soldato” dello Stato islamico. Le indagini sono state affidate all’antiterrorismo.

“La Francia paga ancora una volta il prezzo del sangue ma non cede un millimetro ai nemici della libertà”, ha commentato il presidente Emmanuel Macron dopo gli accoltellamenti. “Il mio pensiero – fa sapere Macron in un tweet – va alle vittime e ai feriti, oltre che ai loro cari. Saluto a nome di tutti i francesi il coraggio dei poliziotti che hanno neutralizzato il terrorista”.

Il primo ministro Edouard Philippe ha rivendicato “l’eccezionale reattività delle forze di polizia”, il cui intervento in pochi minuti ha contribuito ad evitare “un bilancio più pesante”. “In questa fase ci sono prove che l’aggressore abbia gridato ‘Allah Akbar’ mentre attaccava”, e “dato il modus operandi, abbiamo messo all’opera la sezione anti-terrorismo di Parigi “, ha detto il pubblico ministero François Molins. Un agente di polizia ha usato una pistola elettrica per bloccare l’aggressore, che stava minacciando la polizia. Poi un secondo agente gli ha sparato due volte, ferendolo mortalmente.

“È di nuovo colpita la gioventù della Francia”, ha detto il ministro Gérard Collomb aggiunto facendo riferimento agli attacchi del 13 novembre 2015 al Bataclan e ai ristoranti del X e XI arrondissement di Parigi. Vicino all’Opera, testimoni hanno raccontato il panico che ha colto chi si trovava nella zona. “Abbiamo sentito due colpi, non sapevamo cosa fosse, abbiamo visto gente correre e siamo scappati anche noi”, ha raccontato Sebastien, che era in un locale con due amici. “Abbiamo visto qualcuno uscire dall’edificio che ha detto di aver visto l’aggressore massacrare qualcuno, la gente si è rifugiata nel bar”, ha aggiunto il suo amico Maxime. Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, si è recata sul luogo dell’attacco che ha definito “vigliacco e barbaro“.

L’ultimo attentato in Francia è stato il 23 marzo a Carcassonne e Trèbes e ha portato a 245 il numero delle vittime uccise in attacchi in territorio francese dal 2015. Nella sua rivendicazione l’Is sostiene che l’assalitore di Parigi abbia agito “come rappresaglia contro gli stati della coalizione”.