“Il dialogo con il M5s era l’unica strada seria, ma non c’è stato perché Renzi lo ha impedito. Così anche oggi questo percorso ha trovato l’ostacolo dell’Italietta”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di InBlu Radio da Giuseppe Lumia, membro della direzione del Pd. L’ex senatore dem spiega: “Coi 5 Stelle era meglio parlarci. All’inizio eravamo solo quelli dell’area di Michele Emiliano e sembravamo un po’ velleitari. Poi alla fine si è capito invece che il dialogo col M5S era l’unica via che sul piano programmatico, sulla lotta alla povertà, sulla promozione del lavoro, sul tema del Mezzogiorno e sul rilancio di un’Europa sociale poteva diventare una spinta verso il governo”. E commenta gli ultimi due mesi post-elezioni: “E’ iniziato tutto con una piccola speranza, ma è finita male. E’ iniziato con il discorso del presidente Mattarella con un appello alla responsabilità e alla migliore Italia. Purtroppo ha risposto l’Italietta. Ecco perché è finita male. Ha risposto l’Italietta dei veti, dei tornaconti personali e dei partiti-io. Quel grande appello doveroso del presidente che doveva bloccare tutti gli istinti egoistici e produrre un passo in avanti non c’è stato e oggi ci troviamo davanti lo scenario delle nuove elezioni”. Lumia loda il discorso di Mattarella, dopo le ultime consultazioni: “La sua proposta è ragionevole. Quel no di Di Maio e di Salvini nasconde la loro vera intenzione, che è quella di un ritorno al voto per regolare i conti: il primo con il Pd di Renzi, il secondo con Berlusconi. Ecco perché lo stesso Berlusconi e Renzi, cioè i due protagonisti della rovina della Seconda Repubblica. sono stati alla fine subalterni a questa idea di Salvini e di Di Maio. La proposta di Mattarella invece” – continua – “potrebbe essere valutata diversamente per dar vita finalmente a una serietà, che finora non c’è stata, in modo che il Paese tenga conto della verità, ovvero che l’unico governo serio che potrebbe nascere è quello tra M5s e Pd”. E chiosa: “Ho, però, l’impressione che i 5 Stelle non siano più interessati a fare un accordo di governo con noi, perché anche in loro è scattato l’egoismo, la convenienza elettorale. Forse la rinuncia alla premiership da parte di Di Maio è arrivata troppo tardi. Ma io dico che non è mai troppo tardi quando in gioco è il destino del Paese. Ecco perché spero che finisca presto questa maledetta Seconda Repubblica, che ancora una volta sta dando dimostrazione del fatto che sia stata cattiva per la vita democratica del Paese”