Se i partiti non ce la faranno, alla fine deciderà Mattarella. E dopo tre giri di consultazioni e due mandati esplorativi, l’ipotesi di un governo scelto dal Presidente diventa sempre più probabile. Un governo ci vuole, che sia anche solo per traghettare il paese e accompagnarlo a nuove elezioni. Un esecutivo, in quel caso, impegnato soprattutto a mettere mano a una nuova legge elettorale, per cui un giurista sarebbe gradito. Con l’estate alle porte, però, il Colle guarda anche alle scadenze di bilancio da sbrigare entro fine anno. Di qui i tanti nomi di economisti. Rimane poi in campo l’ipotesi di un governo politico se si dovesse concretizzare all’ultimo un’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega, l’unica rimasta in piedi dopo il muro eretto dal Partito democratico. E quella di un esecutivo “di tregua” se i partiti si dovessero dichiarare disponibili a trattare su un programma minimo.

Nomi e curriculum cambiano a seconda delle esigenze. Ecco la rosa dei papabili che circolano in queste ore al Quirinale, con il presidente della Repubblica che tra giuristi, economisti e scienziati è attento a evitare figure che potrebbero ricevere il veto di una della forze politiche.