Centinaia di persone sono state fermate dalla polizia in tutta la Russia per aver preso parte a “Putin non è il nostro zar“, la manifestazione antigovernativa non autorizzata convocata in diverse città appena due giorni prima dell’insediamento ufficiale di Vladimir Putin al Cremlino per il suo quarto mandato presidenziale. I fermi sono almeno mille, fa sapere l’ong Ovd-Info, aggiornando la cifra precedente di 354. In particolare, a Chelyabinsk sono state fermate 163 persone e a Mosca 475. Tra questi anche Alexiei Navalny, principale avversario del presidente e organizzatore della protesta.

Il blogger aveva chiesto di svolgere un corteo nel centralissimo viale Tverskaia. Le autorità, come da copione, hanno respinto la richiesta e gli hanno proposto di organizzare la manifestazione in periferia. Come già avvenuto numerose altre volte, Navalny ha quindi deciso a sua volta di respingere la controproposta del Comune di Mosca e di preparare la protesta comunque in viale Tverskaia, dove oggi è stato fermato.

Fermi si registrano anche a San Pietroburgo, dove i manifestanti stanno sfilando lungo la Prospettiva Nevsky e la polizia avrebbe usato i manganelli contro di loro. Già venerdì la polizia aveva fermato alcuni sostenitori di Navalny. Stando al suo braccio destro, Leonid Volkov, erano stati effettuati fermi a Tambov, Krasnoyarsk, Kemerovo, Ryazan, Sochi, Kaliningrad e Kostroma. Alcuni attivisti sono stati rilasciati, altri rischiano di essere incriminati per “violazione delle regole sull’organizzazione degli eventi di massa”.