Mentre è in corso il processo per Leonardo Cazzaniga, l’anestesista dell’ospedale di Saronno accusato di omicidio, ed è stata condannata in abbreviato a 30 anni Laura Taroni, l’infermiera giudicata colpevole della morte del marito Massimo Guerra e della madre Maria Rita Clerici, spunta un altro possibile caso di morte in corsia. È fissato per domani – come si legge su alcuni quotidiani – l’incidente probatorio in Tribunale a Busto Arsizio (Varese) nel quale verrà conferito incarico ai periti per valutare un altro caso di presunta “morte in corsia” al pronto soccorso di Saronno (Varese), finito nel mirino della Procura bustocca con l’inchiesta Angeli e Demoni, indagine che ha portato all’arresto dell’ex viceprimario del reparto Leonardo Cazzaniga.

Si tratta di un pensionato di 81 anni, gravemente malato, morto dopo essere stato in pronto soccorso a Saronno nell’agosto del 2014. Durante le indagini gli inquirenti avevano raccolto la testimonianza di un infermiere che aveva sentito Cazzaniga dire al personale del 118: “Portate il paziente applicherò il mio protocollo”. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip il medico aveva sostenuto di volere solo alleviare le sofferenze dei pazienti.

Secondo quanto confermato dal procuratore  Gianluigi Fontana, l’uomo non sarebbe deceduto in pronto soccorso e nel suo verbale di dimissione dal pronto soccorso non risulterebbero somministrazioni di farmaci da parte di Cazzaniga, dopo l’inizio del suo turno. Ad aprire il caso, sempre secondo quanto riferito dalla Procura, è stata la denuncia presentata dai suoi familiari. La perizia sul suo cadavere, successiva alla riesumazione che dovrà essere decisa appunto domani, dovrà stabilire se nel suo organismo vi siano tracce di cocktail di farmaci come quelli utilizzati da Cazzaniga sulle altre presunte vittime del suo “protocollo”. In caso affermativo gli inquirenti dovranno stabilire se sia stato Cazzaniga a somministrarli e perché non risultino nel verbale di pronto soccorso.

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