C’è qualcosa di strabiliante e nient’affatto consolatorio nella storia di Cristina Cifuentes, 53 anni, fino a qualche settimana fa astro nascente del partito di Mariano Rajoy, il premier spagnolo e oggi destinata alle dimissioni da ogni incarico e all’oblio perpetuo. La signora è stata pizzicata in un supermercato con due vasetti di crema antirughe in borsa. Penosa la foto nella quale si vede l’influente politica tirar via i due vasetti e scusarsi per aver “dimenticato” di pagare alla cassa. Ogni taccheggio porta con sé un po’ di pena, ma c’è un di più che questo evento obbliga a misurare.

Si può rubare una mela, un milione di euro o anche di più. Siamo certi che la Cifuentes, che sul groppone ha pure una falsificazione della sua laurea, paga perché i due vasetti antirughe sgraffignati al supermarket hanno una potenza visiva imparagonabile a ogni altra e più grave forma di delinquenza. La vergogna le è cascata addosso in modo definitivo solo grazie a due vasetti di crema. La sua reputazione è azzerata, la sua carriera pure. La classifica del disonore per il potere è infatti inversamente proporzionale alla suggestione pubblica che quel comportamento provoca. Avesse trafugato montagne d’euro su un conto delle Cayman, come fanno i ricchi e i potenti, figurarsi se c’era da scandalizzarsi. Ma qui si tratta di due vasetti di crema antirughe, diamine!

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