“Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me”. Le parole di Matteo Salvini, interpellato dall’agenzia Agi, arrivano a cinque giorni dalla sentenza sulla trattativa Stato-mafia che ha condannato Marcello Dell’Utri, riconosciuto colpevole di essere stato la cinghia di trasmissione tra Cosa nostra e il primo governo di Silvio Berlusconi. Cioè il suo principale alleato di governo che non ha mai denunciato quelle minacce. Il leader del Carroccio non ha citato direttamente la sentenza di Palermo, sulla quale non si è espresso nemmeno nei giorni scorsi mentre gli alleati di Forza Italia hanno annunciato querela contro il pm Nino Di Matteo.

Oggi Salvini, il giorno dopo il voto per le regionali in Molise, è intervenuto sul tema giornalismo e mafie: “Giù il cappello”, ha detto, “a quei giornalisti (pochi per la verità) che fanno ancora un lavoro di inchiesta e a quei magistrati che fanno antimafia in silenzio e senza tanti proclami. Io ho sempre detto nella mia campagna elettorale che non voglio i voti dei mafiosi, perché mi fanno schifo”. E ha concluso: “Serve, dunque, molta attenzione ma anche una buona dose di fortuna se è vero che a volte capita di incontrare insospettabili vicini alla malavita”.