Rimpatri assistiti per i rom non italiani come misura aggiuntiva del piano di superamento dei campi. La Giunta capitolina guidata da Virginia Raggi nei prossimi giorni approverà una delibera che andrà ad aggiornare il dispositivo presentato nel maggio 2017 e che si pone l’obiettivo di chiudere i “villaggi della solidarietà” de La Barbuta, La Monachina e Camping River. All’agenzia AdnKronos, il delegato alla Sicurezza, Marco Cardilli, spiega che “è in via di definizione una delibera che amplia le possibilità di estendere i progetti inclusivi del piano per il superamento dei campi rom anche ad altre forme di aiuto, tra le quali il rimpatrio assistito, che inizialmente non era previsto”. Secondo quanto apprende ilfattoquotidiano.it da fonti del Campidoglio, il provvedimento non andrebbe interpretato come i classici “rimpatri forzati” che lo Stato italiano già mette in atto nei confronti degli stranieri (comunitari o meno) non desiderati, bensì come “un atto di volontà da parte della singola famiglia che, invece di tentare l’inclusione abitativa e lavorativa in Italia, decida di far ritorno al Paese d’origine”. Non è invece chiaro se vi sarà un incremento del budget di 3,8 milioni fino al 2020 impegnati nell’operazione dello scorso anno.

La delibera è destinata a far discutere. Attualmente, non si può dire che il piano di superamento avviato dalla Giunta Raggi abbia dato frutti rilevanti, tutt’altro. La Barbuta e La Monachina sono ancora al loro posto e il Camping River è stato sì formalmente chiuso, ma in realtà si è trasformato in un gigantesco campo abusivo da quasi 500 persone. L’uscita da questi insediamenti dovrà avvenire secondo le direttive europee, attraverso quattro obiettivi: scolarizzazione, formazione, abitare e salute. Secondo i dati presentati nell’ultimo rapporto dell’Associazione 21 Luglio, nei 6 villaggi ufficiali vivono 4.419 persone, mentre in totale sono 6.900 i rom e sinti in emergenza abitativa nella Capitale. Oltre la metà (51% circa) hanno la cittadinanza italiana e sono nati nel nostro Paese. Proprio al Camping River, il 26 aprile è prevista una doppia manifestazione che preoccupa molto i responsabili dell’ordine pubblico: da una parte Casapound, che sfilerà “contro il degrado e a favore dei residenti”, dall’altra quella dell’Associazione Nazione Rom il cui obiettivo è opporsi “al razzismo e agli abusi di stato” e protestare “contro il ‘Piano Rom’ di Virginia Raggi ed il ‘tallone di ferro’ di fascismo e nazismo”. Intanto, c’è chi interpreta anche il provvedimento annunciato dal delegato capitolino come una mano tesa alla Lega di Salvini per un possibile governo nazionale. “Non penso c’entri molto – spiega un autorevole esponente pentastellato in Comune – anzi, ci diranno che siamo troppo morbidi perché non li mettiamo forzatamente su un aereo. Ci contesteranno da destra e da sinistra. Ma noi andremo avanti perseguendo ciò che riteniamo giusto”.