L’urlo “Heil Hitler“, le svastiche incise, l’esortazione ad andare i Mali “a sparare alla testa dei neri“. L’esercito tedesco ha un problema di nazismo e xenofobia. Secondo un nuovo rapporto del servizio di controspionaggio militare interno, nella Bundeswehr i casi di sospetto estremismo di destra sono in un aumento. Sono infatti in corso inchieste che riguardano 431 soldati tedeschi: 23 casi sono stati segnalati solo da inizio 2018. Il commissario delle forze armate del Bundestag, Hans-Peter Bartels, ha riportato 162 casi di estremismo, antisemitismo e xenofobia nelle truppe nella sua ultima relazione annuale.

Secondo la relazione del servizio di intelligence della Bundeswehr, nell’arco di appena un anno il numero delle inchieste avviate è aumentato di oltre il 50%. Si parla di casi in cui i soldati inneggiano ad Adolf Hitler, di militari che incidono la svastica sui tavoli o che sentono musica di estrema destra. Fino a un episodio di razzismo durante una conversazione telefonica fra due soldati prima della partenza per il Mali: “Ci  vacciniamo per la febbre gialla e poi andiamo a sparare alle teste dei neri”. Un altro soldato invece, durante un seminario di educazione politica delle Forze armate federali ha definito i rifugiati come una malattia che deve essere “sradicata”.

A confermare i numeri è la stessa ministra della Difesa, Ursula von der Leyen (Cdu), durante un’interpellanza parlamentare del gruppo Die Linke. La deputata del partito di sinistra Ulla Jelpke ha chiesto al governo federale delle misure per ripulire l’esercito da queste aree opache: “Chi disegna una svastica deve essere cacciato e non prendere mai più in mano un’arma”. Allo stesso tempo, Jelpke ha sottolineato come il sempre maggior numero di casi denunciati indichi una maggiore sensibilità rispetto agli episodi di estremismo di destra nella Bundeswehr: “Ci sono sempre più soldati che non accettano più il comportamento dei loro compagni”. “Questi soldati dovrebbero essere sostenuti“, ha concluso Jelpke.