Le sentenze per la “parentopoli Ama” diventano definitive. La corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a due anni di carcere per Franco Panzironi, l’ex amministratore delegatato della municipalizzata dei rifiuti del comune di Roma. La vicenda è quella delle assunzioni clientelari ordinate all’interno della società tra il 2008 e il 2010.

La Suprema Corte ha confermato anche la condanna a nove mesi per Luciano Cedrone, ex direttore del personale di Ama e quella a un anno e nove mesi per Bruno Friggerio, consulente esterno della società. Con questo verdetto la Sesta sezione penale ha reso definitiva la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Roma il 9 febbraio 2017 che, per la prescrizione, aveva praticamente più che dimezzato le condanne del primo grado pronunciate dal tribunale il 27 maggio 2015. I giudici capitolini, infatti, avevano condannato Panzironi a cinque anni, Cedrone a tre anni e un mese e Friggerio a tre anni.

Per i dipendenti assunti nello scandalo Parentopoli, l’Atac sta valutando la possibilità del licenziamento. A confermarlo è l’allarme lanciato nelle scorse settimane dai sindacati Fit Cisl, Filt Cgil e Sul. Il numero delle persone coinvolte in questa operazione potrebbe variare dalle 30 fino addirittura alle 150 unità, a seconda delle valutazioni legali che saranno fatte sulla base delle recenti sentenze di primo grado.

Panzironi è indagato anche nell’inchiesta su Mafia capitale: per tutti gli imputati i giudici hanno escluso l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ma hanno condannato l’ex ad di Ama a dieci anni di carcere. Per Panzironi l’accusa aveva chiesto una pena pari a 21 anni di carcere. Il processo d’appello è in corso.

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