Di Maio ora ci strizza l’occhio? La cosa non mi inorgoglisce, anzi mi lascia stupito che lui si rivolga al Pd, alla Lega, a chiunque. Si rivolgerebbe anche al Fuan, se ci fosse. L’importante per Di Maio è avere un numero di parlamentari sufficienti a fare un governo in cui lui ovviamente sia lui il presidente del Consiglio col suo programma”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus) dal deputato del Pd, Roberto Giachetti, che aggiunge: “Nessuno, però, ha spiegato a Di Maio che bisognerebbe prendere sulla tua proposta politica un numero di voti che ti renda autonomo, quindi è abbastanza singolare vedere questa scena. Mi dispiace che ci sia un certo numero di ex elettori Pd che hanno votato il M5s. Se volevano il Pd al governo, dovevano votare il Pd. Quella di oggi è una giornata come un’altra, siamo in una fase di ricognizione. Per quanto ci riguarda, noi staremo all’opposizione”. Riguardo alla situazione del Pd, Giachetti spiega: “Mi auguro che l’assemblea nazionale del 21 aprile sia l’occasione di rilancio per il Pd e magari di dismissione di quella pratica tafazziana di differenziazione su cose inesistenti. La decisione di stare all’opposizione è stata presa all’unanimità dalla direzione Pd, con sette voti di Emiliano e compagni che si sono astenuti. Quindi, non si capisce che differente scenario si potrebbe proporre”. E chiosa: “Io a candidarmi come segretario non ci ho mai pensato. Non abbiamo paura di un eventuale ritorno al voto, il tema è quanto coincide l’interesse del Paese con l’interesse di uno o più partiti. Se si torna alle elezioni, dobbiamo rafforzare la linea che abbiamo avuto in questo mese e ricostruire una proposta politica convincente per gli elettori”