“La missione militare per sradicare l’Isis in Siria sta arrivando velocemente alla fine, con l’Isis quasi completamente distrutto”. Lo si legge in una una nota della Casa Bianca, che non ha fornito alcuna previsione sui tempi di un ritiro dei soldati americani, dopo che martedì il presidente americano Donald Trump aveva spiazzato alleati e consiglieri dichiarando che circa 2mila militari che partecipano alla lotta contro lo Stato islamico in Siria torneranno a casa presto. “Gli Usa e i nostri partner restano impegnati a eliminare la piccola presenza dell’Isis che le nostre forze non hanno già sradicato”, prosegue la nota, e Washington “continuerà a consultarsi con i loro alleati ed amici sui piani futuri”.

Qualche ora prima che la Casa Bianca diramasse il comunicato, il Washington Post aveva rivelato che Trump ha ordinato ai leader militari Usa di prepararsi al ritiro delle truppe, senza però fissare una data. Il tycoon, secondo il quotidiano che cita un alto dirigente dell’amministrazione dopo l’incontro di martedì con i vertici della sicurezza nazionale, non intende prorogare la missione Usa oltre la distruzione dell’Isis e si aspetta che altri Paesi, in particolare i Paesi Arabi della regione, si assumano l’onere di ricostruire le aree stabilizzate, mandando anche loro truppe se necessario.

Nella riunione Trump, secondo il Wp, ha sottolineato che i soldati statunitensi possono essere coinvolti negli attuali addestramenti per le forze locali per garantire la sicurezza nelle aree liberate dall’Isis. Ieri il presidente aveva detto che intende ritirarsi dalla Siria e che una decisione verrà annunciata presto. Il Pentagono e il Dipartimento di Stato, da parte loro, ritengono che sia necessario un sforzo a più lungo termine: temono che se gli americani dovessero andarsene, la Siria finirebbe sotto l’influenza di Russia, Iran e Turchia.