In mattinata lo stop ai treni e le lunghe file di persone sulle banchine, nel pomeriggio gli scontri nel centro di Parigi. La riforma dei trasporti voluta dal governo di Emmanuel Macron paralizza la Francia. E se il ministro Elisabeth Borne assicura che l’esecutivo “terrà duro”, il segretario generale del sindacato francese Cgt afferma che “i ferrovieri non devono vergognarsi di bloccare l’intero Paese”. Uno scontro segnato anche da tensioni durante il corteo pomeridiano tra la Gare de l’Est e la Gare Saint-Lazare: attimi di tensione hanno segnato la protesta, con danneggiamenti, cassonetti incendiati, vetrine di negozi infrante, gas lacrimogeni e scontri tra gendarmi e persone incappucciate che partecipavano alla marcia.

“Ci troviamo costretti ad arrivare a questo punto”, ha spiegato Philippe Martinez, numero uno di Cgt, festeggiando un’adesione alla mobilitazione contro la riforma che ha raggiunto il 77% tra i macchinisti (33,4 tra tutti i lavoratori). La riforma voluta da Macron delle ferrovie francesi Sncf punta a una vasta revisione delle regole dei servizi ferroviari nell’Unione Europea, che spianerebbe la strada alla concorrenza nei settori nazionali nel trasporto passeggeri. Una parte del progetto esecutivo è dedicata al recepimento nel diritto francese di diverse leggi europee, adottate nel 2016 all’interno dell’Ue, che stabiliscono un calendario per la liberalizzazione dei servizi nazionali di trasporto passeggeri negli Stati membri e nuove regole per la “governance dell’infrastruttura ferroviaria”.

Il piano – che prevede anche l’abolizione dello statuto speciale per i nuovi assunti – non piace ai dipendenti delle ferrovie dell’Sncf che incrociando le braccia sono riusciti a far viaggiare solo un solo treno ad alta velocità su otto e un convoglio regionale su cinque. Nella regione parigina due linee suburbane sono invece state cancellate del tutto e altre hanno procedono con servizi molto limitati. Già dalle prime ore del mattino, l’emittente televisiva Bfmtv mostrava le banchine della stazione Gare de Lyon di Parigi straripanti di persone, con alcuni passeggeri spintonati e caduti sui binari.

Lo sciopero ha causato forti ripercussioni sul traffico stradale: all’ingresso di Parigi, poco prima delle 8 del mattino, il sito Sytadin registrava 370 km di coda, un traffico “eccezionale per quest’orario”. Di fronte ai disagi, “il governo terrà duro” nella sua volontà di riformare la Sncf e che lo farà “nella concertazione e nel dialogo”, ma “questa riforma va condotta in porto”, ha spiegato la ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne. La giornata odierna non è l’ultima indetta dai sindacati che hanno annunciato un mega-sciopero ‘spalmato su tre mesi, da oggi fino a fine giugno”.