Pierferdinando Casini nel gruppo delle Autonomie, insieme a valdostani, altoatesini e Napolitano. Emma Bonino e Riccardo Nencini nel gruppo misto, insieme ai 3 di Liberi e Uguali, ai grillini espulsi e ai senatori a vita Mario Monti e Liliana Segre. Dopo l’elezione della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla vigilia della scelta su vicepresidenti, questori e segretari d’Aula, il Senato inizia a prendere forma, nell’ordine di 7 gruppi parlamentari. Con qualche curiosità, come – appunto – l’iscrizione di alcuni eletti del centrosinistra che non si sono iscritti al gruppo del Pd, ma nel Misto.

Il gruppo più numeroso è quello del Movimento Cinque Stelle con 110 eletti, il cui capogruppo è già stato scelto (Danilo Toninelli). A seguire c’è Forza Italia che ha superato la Lega grazie all’integrazione dei 4 eletti con la “Quarta gamba”, cioè Noi con l’ItaliaAntonio De Poli, Paola Binetti, Antonio Saccone e Gaetano Quagliariello. Così i berlusconiani da 57 sono passati a 61. Qui per l’incarico di capogruppo se la vedranno Paolo Romani, appena sacrificato nell’elezione a presidente dell’assemblea e con le quote in ribasso, e soprattutto Anna Maria Bernini. Quagliariello potrebbe essere il vicecapogruppo.

La Lega ha 58 senatori e il capogruppo (riconfermato) è Gianmarco Centinaio. Ha 52 senatori il Partito democratico e il capogruppo sarà eletto domani. In prima fila c’è il renzianissimo toscano Andrea Marcucci, ma è possibile che tutto cambi (secondo l’Ansa c’è chi insiste sul nome di Gianni Pittella, che sarebbe autorevole, leale con i renziani, ma non visto come fedelissimo). Fratelli d’Italia ha 18 senatori: come capogruppo se la giocano l’ex ministro Ignazio La Russa e l’ex consigliera regionale Isabella Rauti, figlia di Pino. Daniela Santanché potrebbe essere la vice.

Da capire il numero esatto dei gruppi delle Autonomie e del Misto. Nel primo ci sono gli altoatesini Juliane Unterberger, Dieter Steger, Meinhard Durnwalder (tutti della Südtiroler Volkspartei), Albert Lanièce (valdostano dell’Union Valdôtaine), Ricardo Antonio Merlo (del Movimento italiani all’estero) e Gianclaudio Bressa, del Pd ma eletto in Alto Adige. Proprio lui potrebbe essere il capogruppo più che altro per la sua esperienza tecnica in materia di meccanismi parlamentari. Al gruppo Autonomie arrivano anche la senatrice a vita Elena Cattaneo, la scienziata delle cellule staminali, Pierferdinando Casini, decano dei parlamentari (è stato eletto per la prima volta nel 1983), eletto col centrosinistra nel collegio blindato di Bologna, e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. “La sua esperienza e la sua saggezza saranno preziosi non solo per il nostro gruppo, ma per tutto il Senato – dice la Unterberger – Durante l’incontro, nel quale abbiamo approfondito diverse tematiche, ho espresso la gratitudine degli autonomisti per questa sua decisione, a riprova anche di un’attenzione e di una sensibilità istituzionale per la storia e le questioni che riguardano le autonomie speciali”.

Al Misto, invece, si iscrivono i 4 senatori di Liberi e Uguali (troppo pochi per istituire un gruppo autonomo) cioè l’ex presidente del Senato Piero Grasso, Francesco Laforgia, Vasco Errani e la capogruppo uscente (e papabile per una riconferma) Loredana De Petris. Qui i 4 troveranno i due espulsi dai Cinquestelle per via della vicenda dei rimborsi, Carlo Martelli e Maurizio Buccarella. Insieme a questi ci saranno due senatori a vita, l’ex presidente del Consiglio Mario Monti e Liliana Segre, nominata a gennaio che ha partecipato alle prime sedute proprio in occasione dell’elezione della presidente.

Ancora da capire, infine, a quale gruppo si iscriveranno gli ultimi due senatori a vita, l’architetto di fama mondiale Renzo Piano e il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia.