Il risultato dei Cinque stelle alle elezioni del marzo finisce nel mirino del governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ne ha parlato nella direzione regionale dem a porte chiuse, di cui l’Ansa pubblica un estratto audio. Con i suoi De Luca analizza il voto con i suoi e ipotizza un ruolo della criminalità organizzata dietro il boom del Movimento guidato da Di Maio.  “Com’è possibile – si chiede De Luca in un audio registrato da uno dei presenti – che un ceto incompetente come quello dei Cinque stelle sia arrivato a metà dell’elettorato meridionale? Negli anni passati quando leggevamo il voto della Terra dei Fuochi pensavamo all’inquinamento camorristico. Se andiamo a leggere oggi il voto M5s in alcuni territori abbiamo la sovrapposizione moltiplicata di quel voto. A Casal di Principe il M5s prende il 68%. Ora io capisco che in una stagione politica favorevole vai al 40%, 50%. Ma il 70% non è fisiologico”. In un altro passaggio De Luca dice: “Abbiamo combattuto in un clima infame e non abbiamo ancora valutato appieno quello che si è scatenato in questa campagna elettorale, le forze oscure che si sono messe in movimento”.

Affermazioni alle quali ha replicato l’eletta in Regione del Movimento 5 stelle Valeria Ciarambino. “Nel chiuso di una stanza, attorniato dai suoi sodali di partito, De Luca ha offeso uno ad uno tutti i cittadini di questa Regione, accusandoli di essere dei camorristi e di aver espresso il loro voto in quanto pilotati da forze oscure.   Ci aspettiamo ora che i politici e gli amministratori presenti ieri alla direzione del Pd, prendano le distanze dalle gravissime affermazioni di De Luca. E che si uniscano a quanti, cittadini ed elettori di questa Regione, invocano le dimissioni di un uomo dal linguaggio violento, i modi squadristi e che non perde occasione per manifestare la sua palese incapacità a governare un territorio come la Campania”