Alle nove del mattino del 7 marzo, alla facoltà di Lettere dell’Università di Nantes c’è solo la polizia. All’alba è cominciato lo sgombero del rez-de-chaussée del palazzo Censive e dell’intero Château du Tertre, locali che dallo scorso novembre erano occupati da migranti per lo più minorenni senzatetto. Secondo i collettivi studenteschi che hanno coordinato l’occupazione, sono circa 150 le persone che hanno dormito in strada la sera dello sgombero. Stando alla ricostruzione del giornale Presse Océan sarebbero stati 300 i poliziotti intervenuti per evacuarli.

Lo sgombero, avvenuto in modo pacifico, era stato annunciato il 15 febbraio dal preside dell’Università di Nantes – Olivier Laboux –  che in un comunicato ufficiale dichiarava di aver “chiesto alla prefettura di considerare le condizioni ottimali di intervento”, cioè che l’università fosse semi-deserta. “Hanno aspettato le vacanze per attaccare a sorpresa” – commentano i militanti nei loro canali online. Infatti, le lezioni sono riprese lunedì 12 marzo dopo una settimana di vacanze d’inverno.

Dopo l’espulsione, agli occupanti sono servite solo poche ore per trovare un piano B. La mattina dell’otto marzo, intorno alle 11 si erano già insediati in una vecchia casa di riposo nei pressi del centro e non lontana dall’ufficio di presidenza di Laboux.

Video di Presse Océan

Nel corso dei mesi dell’occupazione in facoltà non erano mancate le tensioni e Laboux aveva più volte richiamato alla disciplina fino a decidere l’espulsione per “l’inasprirsi progressivo di un movimento che ha compiuto azioni inaccettabili”, tra cui intimidazioni, degrado e diffusione di un clima di insicurezza. Dopo lo sgombero, i militanti hanno lasciato un messaggio al preside: “Espulsore”, marchiato in rosso all’esterno del suo ufficio.

Interpellata da collettivi, migranti e cittadinanza, il sindaco Johanna Rolland – eletta nel 2014 tra le fila del Parti Socialiste – ha dichiarato che “non ci sarà nessuna evacuazione fino alla fine della tregua invernale”, cioè fino al 31 marzo. Resta da capire quale soluzione alternativa sarà trovata per i migranti.

Le immagini in evidenza sono tratte dalle pagine Facebook di Université de Nantes en lutte e Le Cran.

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