La Firenze “viola” che ha pianto per Davide Astori oggi era in piazza Santa Maria Novella per Idy Diene, il venditore ambulante di 54 anni ucciso perché è stata la prima persona a passare davanti agli occhi disperati di Roberto Pirrone. C’erano 10mila persone per i funerali del capitano della Fiorentina e c’erano altrettante persone al corteo contro il razzismo. Tutti insieme hanno marciato fino al ponte di Amerigo Vespucci dove Idy è caduto sotto i colpi dell’uomo che voleva uccidersi per problemi economici, ma invece ha ammazzato lui. Al corteo hanno aderito Arci, Anzi, Cgil e Potere al popolo, c’erano le istituzioni – il presidente della Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Firenze, Dario Nardella – l’imam Izzedin Elzir. Accanto a loto anche l’atleta senegalese Moussa Fall, mezzofondista classe 1963 che ha partecipato a due olimpiadi ed è stato più volte vicecampione africano degli 800 metri.

Il servizio d’ordine è stato garantito dalle stesse organizzazione dei senegalesi, ognuno di loro aveva una pettorina con la scritta “Diritti senza confini”.  Molti i cartelli e gli striscioni esposti, tutti contro il razzismo: “Idy era una persona di pace. Non vogliamo fare casino”. E ancora: “Il vostro decoro non vale una vita spezzata. Antirazzisti con ogni mezzo necessario. Firenze antifascista” oltre agli slogan “No al razzismo” e “Giustizia”, scanditi a più riprese dai manifestanti. Tantissime le bandiere del Senegal in mezzo alla folla che sfila sui lungarni.

La manifestazione si è svolta in modo assolutamente pacifico come annunciato dagli organizzatori dopo i disordini che si erano verificati in città nei giorni scorsi durante un altro sit-in di protesta organizzato da un gruppo di senegalesi. La protesta spontanea di una cinquantina di connazionali della vittima è sfociata infatti in danneggiamenti per le vie del centro cittadino. All’arrivo del sindaco Nardella, che era stato invitato a partecipare al presidio dai rappresentanti della comunità senegalese, è esplosa la contestazione: il primo cittadino è stato spintonato e insultato, e avrebbe anche ricevuto uno sputo da un giovane di area antagonista. Già lunedì sera, a poche ore dall’omicidio di Diene, la rabbia dei suoi connazionali, associata alla paura per un delitto che lasciava pensare a una matrice razzista, era sfociata in un corteo spontaneo di senegalesi con danni nel centro cittadino.

Il sindaco: “Lutto cittadino per Idy”, l’imam: “Ripartiamo”
“Ho parlato con la famiglia di Idy, ha acconsentito a far svolgere una giornata funebre con una cerimonia funebre, e questo ci consente di programmare il lutto cittadino ed in questo modo noi diamo un ulteriore segnale di sensibilità e vicinanza della nostra città” dice Nardella. “Il popolo senegalese – ha aggiunto – esprime i propri sentimenti con grande passione: qui c’è anche la deputata senegalese Mame Diarra, c’è la console, e la presidente della comunità senegalese. Credo che sia un momento importante quello di oggi, e c’è Firenze. Non era una risposta scontata: Firenze dimostra di essere una città aperta, soprattutto rispettosa della vita umana“. “Credo che ci sia la possibilità di ripartire da questa giornata e segnare un nuovo rapporto di vicinanza fra il nostro popolo che è uno soltanto, volto alla pace e alla convivenza civile – afferma Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii -. Ringraziamo tutti i cittadini fiorentini che hanno voluto partecipare alla giornata di oggi e che in questi giorni hanno mandato decine di messaggi di solidarietà per quello che è avvenuto. Questo dimostra ancora una volta che siamo una famiglia unita”.

Gli amici di Idy Diane continuano a non credere al movente casuale. O, perlomeno, pensano che ad armare la mano dell’assassino abbia contribuito inconsciamente un clima generalizzato di intolleranza e razzismo. Per stemperare polemiche e incomprensioni, rilanciando il dialogo con i rappresentanti della comunità senegalese, Nardella ha anche annunciato che il Comune di Firenze si costituirà parte civile nel processo contro Pirrone.