Malgrado i mutamenti climatici, la mimosa continua a fiorire i primi giorni di marzo. La sua puntualità sembra testimoniarne la voglia di aderire alla Festa internazionale della donna. Un impegno che potremmo far risalire agli anni Cinquanta, quando regalare il fiore giallo l’otto marzo era considerato “atto a turbare l’ordine pubblico”. Siamo lontani da quei giorni, eppure le ragioni di esistenza di questa festa sono ancora oggi attuali.

Vorrei quindi segnalare alcune opere per donne di tutte le età, nelle quali impegno, determinazione, intelligenza e un certo cinismo danno vita a personaggi femminili fortissimi, di sicura ispirazione per chi fosse in cerca di coraggio, autostima o sano distacco. Vanno ovviamente benissimo anche per gli uomini, benché tra quelle pagine facciamo spesso una brutta fine.

La prima storia è Contro Corrente, di Alice Keller e Veronica Truttero, edita da Sinnos. Con uno stile a metà tra fumetto e albo illustrato, narra la vicenda della caparbia Emily, una bambina immaginaria degli anni Venti, cugina di una persona molto speciale, Gertrude Ederle, campionessa olimpica di nuoto e prima donna della storia ad attraversare a nuoto la Manica. Per la visione del tempo, una bambina attratta dal nuoto è piuttosto sconveniente, così Emily decide di allenarsi di nascosto nel lago vicino casa, decisa a seguire le orme della cugina. Di pagina in pagina, Emily scopre il valore del sacrificio e del coraggio e, ispirandosi alla cugina, supererà i suoi limiti imparando ad avere fiducia in se stessa. Per signorine tenaci e fantasiose dagli otto anni in su.

Allegro ma non troppo è Le Risposte, il nuovo romanzo di Catherine Lacey edito da Sur. In una New York sospesa tra le incertezze di eXistenZ e i rimpianti di Eternal sunshine of a spotless mind, Mary non riesce proprio a risolvere i suoi problemi. Il lavoro è un disastro, ha i creditori alle calcagna e si vergogna del suo passato. Inoltre la sua salute è minata da sgradevoli disturbi, di cui nessun dottore comprende la causa. L’ennesima trovata sciamanica della bizzarra Chandra sembra finalmente lenirne i mali, ma le sedute di Paking sono molto costose. Per questo decide di candidarsi per un’insolita posizione lavorativa, assumendo il ruolo di fidanzata sentimentale dell’affascinante e insoddisfatto Kurt Sky, divo incapace di sviluppare relazioni soddisfacenti. Mary è però solo una delle partner di Kurt. Altre hanno l’incarico di soddisfare esigenze differenti, necessarie a raccogliere i dati utili al vero obiettivo di una ricerca intrigante ma senza scrupoli. Domande, risposte e punti di vista finiscono così per intrecciarsi in una matassa surreale e fitta di interferenze. Per giovani donne in cerca di un’evasione originale e toccante.

Le risposte

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Raffinato, spietato e magnetico è il Barbablù di Amelie Nothomb, edito da Voland, una storia incorniciata tra dialoghi brillanti e sinestesie dove, tra molti degli archetipi ricorrenti della scrittrice belga, i personaggi danno quasi vita a un’opera teatrale. La giovane Saturnine viene incredibilmente scelta per condividere l’abitazione di uno stravagante nobile spagnolo. Il lusso sontuoso e l’irresistibile richiamo del mistero la convincono a restare anche dopo aver appreso che le ultime inquiline di quella casa sono scomparse nel nulla. Inizialmente l’edonismo di Don Elmirio la infastidisce. Ma l’uomo più ambito del mondo le fa una corte così formidabile da far vacillare l’ordine dei suoi pensieri. E poi c’è quella stanza in cui non deve entrare per nessun motivo che la attira fortemente… La struttura della fiaba di Perrault resta integra, ma lo sviluppo ci consegna una protagonista che non ha bisogno di attendere l’arrivo di alcun salvatore. Consigliato a donne in cerca di atmosfere hitchcockiane, magari con un conto in sospeso col proprio partner.

Barbablù

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Per quelle a cui piacciono i fumetti e la fantascienza suggerisco infine la lettura di Bitch Planet del duo rosa Kelly Sue DeConnick e Valentine De Landro, edito da Bao Publishing. In un futuro dominato dalla misoginia e dalle intelligenze artificiali, le donne sono costrette a vivere nel rigido rispetto della compiacenza, mostrandosi truccate, ubbidienti, pacate e devote. Quelle che non ci riescono vengono deportate sull’Avamposto detentivo ausiliare, meglio noto come Bitch Planet, una colonia penale fuori del nostro pianeta, dove vengono recluse in condizioni disumane e alla mercé di guardie spietate. Ma non tutte sono deboli e indifese. L’unico utilizzo in cui possono sperare sul pianeta prigione è quello di giocatrici di Duemila, una versione del calcio fiorentino che ricorda Rollerball. Satira, femminismo e sangue danno corpo a questa vicenda distopica, raccontata con regia cinematografica e impreziosita da contenuti integrativi quali pubblicità e volantini retrò e, che amplificano la profondità grottesca della storia, aumentando l’empatia verso le protagoniste, destinate a sovvertire le sorti del mondo, nel tentativo di scoprire come sia potuto cadere così in basso. Signore, i miei rispetti.