Botta e risposta a Dimartedì (La7) tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. L’ex sindaco di Bari esordisce, commentando l’intervista a Eugenio Scalfari: “Sono molto felice che lui abbia avuto questa definitiva intuizione sul M5S, io lo avevo capito già tre anni fa, quando ho vinto le elezioni regionali in Puglia e ho proposto alcuni esponenti del movimento come assessori. Ovviamente la mia visione era giudicata pittoresca da molte persone”. E si pronuncia su Matteo Renzi: “Non voglio più parlare di lui, innanzitutto perché rischio di sembrare uno che spara sulla Croce Rossa. E questo per uno dello stesso partito non è una cosa bella. In secondo luogo, mi auguro che lui ami il Pd come lo hanno amato Bersani e Veltroni, i quali in situazioni molto meno drammatiche di questa si sono dimessi per consentire al nuovo di fare la sua parte. Nei partiti si fa così, ci si avvicenda a seconda delle fasi storiche. Non si può pretendere di dettare l’agenda anche oltre la propria fase storica”. Sallusti osserva: “Emiliano non mi sembra uno simpatizzante dei grillini, mi sembra invece un grillino. Parla e pratica come un grillino”. Immediata la replica di Emiliano: “Io ho fondato il Pd il 14 ottobre 2007 assieme a milioni di persone. Sono stato il leader del Pd pugliese per tanti anni e forse lo sono ancora oggi. Mi sono candidato alle primarie del Pd, ho preso 180mila voti, non un granché, ma questo ho potuto fare. Non sono un grillino e probabilmente non lo sarò mai. Una persona come me non riuscirebbe a stare in un partito così allineato dal punto di vista della disciplina. Sono una persona libera. E ho un perfetto rapporto anche con Berlusconi”. E chiosa: “Posso capire che qualcuno, nel tentativo di combattere il renzismo, possa aver perso, come nel mio caso. Ma non mi si può certamente dire che non ho fatto tutto il possibile per correggere gli errori che poi hanno determinato questa disfatta del Pd. Non ho mai fatto il ministro del governo Renzi, come è capitato a Orlando o a Franceschini. Mi sono dovuto guadagnare il mio esito elettorale qui in Puglia e ringrazio i pugliesi per avermi dato fiducia. Però ho sempre avuto delle consapevolezze, che ho sempre ribadito con la testardaggine di un pugliese”

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