Di lei non si avevano notizie dal maggio dell’anno scorso. Rosa Di Domenico, di Sant’Antimo (Napoli), scomparsa lo scorso 24 maggio 2017 è stata ritrovata. La famiglia, si legge su Facebook, lo ha comunicato a “Chi l’ha visto?”, la trasmissione si era occupata molto del suo caso. “La ragazza di 15 anni scomparsa dal Napoletano a maggio – si legge nel post – ha parlato con la madre al telefono e ha detto che sta bene e che sta rientrando a casa. Lo comunica la famiglia”. Toccherà ai carabinieri della Compagnia di Giugliano (Napoli), coordinati dal capitano Antonio De Lise, accertare dove sia stata negli ultimi mesi.

Il gip del Tribunale di Napoli, Giovanna Cervo, lo scorso luglio aveva ordinato la riapertura delle indagini e ordinato al pm di iscrivere nel registro degli indagati Alì Qasib, cittadino pakistano con cui la ragazza era in contatto. La sorte di Rosa sarebbe stata legata – questa era la convinzione del giudice – a quella di questo uomo residente a Brescia, che potrebbe averla adescata e indotta con il passare del tempo a fuggire. La ragazza avrebbe conosciuto Qasib in chat, un paio d’anni fa. Improvvisamente, secondo quanto avevano riferito i familiari, dopo essere stata una ragazza come tante, ha cambiato modo di vita: avrebbe iniziato un percorso di islamizzazione, che l’aveva condotta a cambiare le proprie abitudini alimentari e l’abbigliamento fino ad assumere uno stile di vita tipico di una donna musulmana. Il giudice aveva chiesto anche di indagare se la ragazzina fosse stata vittima di uno scambio di foto in rete.

La mattina del 24 maggio Rosa era uscita dicendo che sarebbe andata a scuola e nel pomeriggio da un’amica, ma era sparita nel nulla e sono state vane tutte le ricerche: alcuni giorni prima della scomparsa, la madre l’aveva vista cercare in rete gli orari dei treni della linea Napoli – Brescia e l’ipotesi è che potrebbe avere raggiunto l’uomo. Il giudice ordina di indagare anche se la ragazzina possa essere stata usata per scambi di foto a contenuto pedopornografico.  “Occorre svolgere ulteriori indagini finalizzate ad accertare i fatti denunciati e identificare i soggetti coinvolti nella vicenda”, scrive il giudice come riporta Repubblica, di sentire come testimoni la famiglia e gli amici di Rosa, di sottoporre a perizia i computer per analizzare i profili social. Il gip aveva disposto anche i l’acquisizione dei filmati della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”, che si è occupata del caso intervistando anche il padre di Alì.