È presidente della Regione Abruzzo in carica. Ma anche candidato a Palazzo Madama come capolista nel proporzionale per il Partito democratico. E nella sua doppia veste di governatore e aspirante senatore, Luciano D’Alfonso avrebbe violato a più riprese la legge sulla par condicio. Lo dice il Corecom Abruzzo, il Comitato regionale per le comunicazioni presieduto da Filippo Lucci che ha proposto all’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni, “l’adozione di un provvedimento sanzionatorio nei confronti della Regione Abruzzo”. Per una serie di iniziative “in palese contrasto con le attività di comunicazione istituzionale assoggettate ai principi dell’indispensabilità e dell’impersonalità”.

La contestazione riguarda, in particolare, la violazione dell’articolo 9 della normativa per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie per la comunicazione politica. In base al quale, “a far data dalla convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. Ma che cosa si contesta, nel dettaglio, a D’Alfonso? La delibera del Corecom, adottata il 27 febbraio scorso su segnalazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e del deputato M5S Gianluca Vacca, ha riscontrato violazioni della stessa norma in quattro dei cinque rilievi sollevati dai ricorrenti. In particolare, “il 6 febbraio è stato pubblicato sul quotidiano locale Il Centro un articolo ‘corredato da foto del Presidente D’Alfonso in conferenza stampa e dal dettaglio delle somme finanziate in favore degli istituti religiosi unitamente alle dichiarazioni rese in conferenza stampa dallo stesso D’Alfonso’…”.

Al riguardo, rileva il Corecom, “nell’attività di comunicazione posta in essere non ricorre il requisito dell’indispensabilità né quello della indifferibilità dell’attività ai fini dell’efficace assolvimento delle funzioni dell’Ente”. Le dichiarazioni di D’Alfonso, insomma, “ben avrebbero potuto essere diffuse al di fuori del periodo elettorale, non ricorrendo alcuna esigenza di urgenza o di improcrastinabilità”. Inoltre, sempre nella giornata del 6 febbraio, “è stato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo un comunicato stampa del Presidente D’Alfonso dal titolo: ‘Trasporti: Tua (la società del trasporto regionale, ndr) assume 79 nuovi dipendenti’. Precisando che ‘la conferenza stampa del D’Alfonso, candidato al collegio plurinominale del Senato, è visionabile al link’…” riportato nella segnalazione. In questo caso, pur ricorrendo il requisito dell’impersonalità, scrive il Corecom nella delibera, manca invece “quello dell’indispensabilità”. Peraltro, “il link segnalato ‘punta’ ad un account Facebook, tra l’altro di natura privata, riconducibile a Luciano D’Alfonso” sebbene “il contenuto contestato non è accessibile in quanto risulta non disponibile”.

Ma non è tutto. Analogo rilievo solleva il Comitato regionale per le comunicazioni rispetto ad un’ulteriore iniziativa, di nuovo del 6 febbraio, quando “sul sito istituzionale della Regione Abruzzo, è stato pubblicato il comunicato del Presidente D’Alfonso, dal titolo ‘Sisma: consegnate 18 Sae a Capitignano’. Anche in questa occasione”, il governatore “presenziava la conferenza stampa nella qualità di Presidente della Regione”. Anche in questo caso seguito dal solito link. Infine, il 7 febbraio, è stato pubblicato sul quotidiano locale Il Centro un articolo dal titolo “Tua pubblica il bando per 55 posti di lavoro”. A margine del quale, scrive il Corecom, “compare un ampio box informativo titolato ‘Alla presentazione c’è D’Alfonso: ma ci sono come ‘governatore’ nel quale si evincono” sue dichiarazioni “rese nel corso di un’intervista nella veste di presidente della Regione Abruzzo”.

Al riguardo il Comitato regionale per le comunicazioni rileva che “l’attività di comunicazione posta in essere è in contrasto sia in riferimento al requisito dell’indispensabilità che a quello della indifferibilità” non ricorrendo “alcuna esigenza di urgenza e di improcrastinabilità”. Insomma, tutte circostanze dinanzi alle quali il Corecom ha rilevato la violazione della legge (l’articolo 9) sulla par condicio. E, considerato, “peraltro, che il Presidente della Regione Abruzzo è candidato alle prossime elezioni politiche”, il Comitato regionale per le Comunicazioni ha proposto all’Agcom, con voto unanime dei presenti, di sanzionare la Regione Abruzzo.