Luigi Capasso, il carabiniere autore della strage familiare a Cisterna di Latina, fu sottoposto a una visita medica e dichiarato idoneo al servizio. Quando richiese un alloggio in caserma a seguito della crisi coniugale gli venne offerto dall’Arma, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione ma lui rifiutò sostenendo di avere già il supporto del suo psicologo. Per questo fu obbligato a sottoporsi a una visita medica davanti a una commissione che gli diede 8 giorni di riposo e lo dichiarò idoneo al servizio.

Chi invece aveva capito quanto fosse diventato pericoloso il marito era Antonietta Gargiulo, la 39enne ricoverata in condizioni gravi ma stazionarie dopo essere stata ferita dall’uomo da cui si voleva seprare. “Era consapevole dei rischi. Non ha mai accettato l’incontro da sola, neanche in un bar. Neanche quando lui ha ritirato tutti soldi dal conto cointestato e le ha detto: ‘Vediamoci, ti do il tuo 50%’. Lei la denuncia non l’ha voluta fare perché avrebbe messo a rischio il lavoro di suo marito, che era già stato sospeso dal servizio a seguito di un’altra denuncia. E di conseguenza, in caso di separazione, ci sarebbero stati dei problemi per il mantenimento delle bambine. Lei ha agito sempre per il bene delle bambine – dice Maria Concetta Belli, avvocato della donna intervistata a La radio ne parla -. Io ho visto le bambine e loro erano terrorizzate dal padre. Lui non era mai stato aggressivo con loro, ma davanti a loro aveva aggredito la madre. Lei più volte aveva parlato con il comandante di suo marito e a sua volta il suo comandante aveva parlato con lui. Solo che non gli era mai stata tolta la pistola e questo è un fatto negativo”. Belli ha ricordato che Antonietta Gargiulo aveva presentato un esposto contro il marito: “Certo, gli esposti sono un campanello d’allarme, però molte volte si devono cercare delle conferme. Nel caso specifico c’è stato un esposto e un contro esposto da parte del marito”.