“Smentisco tutti questi scenari” di un governo con la sinistra. Non siamo disposti a larghe intese o a alleanze, ma non lasceremo il Paese nel caos”. Lo afferma il capo politico del M5S Luigi Di Maio a In mezz’ora in più, su Rai3. “Non si discute sui ministeri, ma se vogliamo mettere insieme i singoli temi con cui costruire il programma di lavori della legislatura, noi ci siamo. Firmiamo un contratto su un programma“, sottolinea. Il riferimento a un “contratto di governo” come accade in queste settimane per la formazione dell’esecutivo tedesco sulla base della Grosse Koalition era stato fatto oggi sulla Stampa. “Non si discute sui ministeri – precisa Di Maio – ma noi ci stiamo a costruire il programma di lavori della legislatura. Firmiamo un contratto su un programma, su quello votiamo e avviamo la diciottesima legislatura”. E’ un aggiornamento del concetto espresso già tante volte in queste settimane: “Il mio appello” se il M5s non avrà la maggioranza, “sarà rivolto a tutti, non è vero che sto pensando a un governo con il centrosinistra o con il centrodestra. Non dico ‘sì va bene’ a persone di cui non mi fido. Facciamo un confronto e firmiamo un programma con un timing” per i lavori della legislatura.

Di Maio, rispondendo alle domande di Lucia Annunziata, è anche tornato sulla sua “visita” al Quirinale durante la quale il candidato premier dei Cinquestelle ha anticipato una lista di ministri in un eventuale governo guidato dal M5s. Il primo nome reso pubblico da Di Maio è quello del possibile ministro dell’Ambiente che per Di Maio dovrebbe essere il generale di brigata dei carabinieri Sergio Costa, capo dei forestali che lotta contro l’inquinamento della Terra dei Fuochi e le ecomafie. “Un servitore dello Stato” lo ha definito Di Maio. “Da servitore dello Stato – commenta Costa all’Ansa – qualora il premier incaricato ritenesse di indicarmi come possibile ministro dell’Ambiente, mi renderò disponibile”. Questa, prosegue Di Maio, sarà la settimana in cui il M5s presenterà al Colle una proposta di ministri. “E lo facciamo prima proprio per spiegare agli italiani su quale patrimonio umano dovrebbe investire lo Stato”. “Ci saranno donne – spiega – nei ruoli chiave e avremo un ministero alla qualità della vita e al benessere dei bambini che sarà ricoperto da una donna. Non sarà una squadra di belle figurine ma persone che hanno messo testa e cuore nelle loro attività. La divisione tecnici e politici è superata, l’idea è dare all’Italia le persone giuste al posto giusto”.

Così come Berlusconi è convinto che il vero avversario è il M5s, anche Di Maio polemizza in particolare con il centrodestra. “Noi siamo al 30 per cento con picchi del 35-36 al Sud – dice – Se gli italiani decidono di votare o per noi o per Brunetta all’Economia ci permetteranno di arrivare oltre il 40″. Un breve passaggio è stato dedicato di nuovo alla vicenda deirimborsi. “I nostri – ribadisce Di Maio – che sono stati espulsi non erano impresentabili, ma hanno violato alcune regole e una certa idea di Movimento. Per 8 mele marce non si può dire che il M5S è uguale agli altri, 120 parlamentari hanno rinunciato a tutti i rimborsi”. Non credo che sia stato un problema della mia leadership”.

Quanto al programma Di Maio smentisce che il M5s voglia una patrimoniale: “Per me la patrimoniale è una tassa illiberale”. L’ex assessore di Roma Massimo Colomban in un’intervista aveva detto che, con il M5s al governo, finirebbe con l’introduzione della patrimoniale.