Venghino, signori, venghino. Silvio Berlusconi spalanca le porte di Forza Italia ai parlamentari che sono già fuori dal Movimento Cinque Stelle, ma sono candidati e sono pure anche in una posizione favorevole per essere eletti. Se il 4 marzo il centrodestra riesce a fare il 40 per cento ma ha bisogno del soccorso di altri parlamentari per governare, è pronto ad accogliere il sostegno di deputati e senatori cosiddetti responsabili? “Non si dice mai di no a chi dice ‘sottoscrivo il vostro programma’ e poi si tratterebbe di ‘responsabili’ – dice aprendo un larghissimo sorriso al CorriereTv – Sì, perchè sono tutti così presi a casaccio. E poi saremmo molto convenienti per loro, perchè potrebbero incassare l’indennità parlamentare in tutta la loro integrità. Ma spero non avremmo bisogno di tutto questo, perchè il centrodestra avrà la maggioranza sia alla Camera che al Senato”, assicura l’ex premier. . “L’attrazione” di Berlusconi nei confronti di parlamentari di altre forze politiche – anche con linee politiche opposte – è un metodo di lunga data. Da lì sono nati e sbocciati personaggi come Antonio Razzi e Domenico Scilipoti Isgrò, ma ci sono poi i “Responsabili” che hanno tenuto in piedi il governo di centrodestra tra il 2010 e il 2011. E poi c’è anche il processo di compravendita dei senatori – con al centro un altro ex dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio – per il quale Berlusconi è stato condannato in primo grado e poi prescritto in appello. E quindi ad Alessandro Di Battista, M5s, viene facile la battuta: “Berlusconi è già a caccia. Siamo al mercato delle vacche preventivo. Preferisco perdere due parlamentari, ma mantenere la coerenza e la durezza perché questo Paese ce lo hanno lasciato marcio”. Più energico, invece, il candidato premier dei Cinquestelle Luigi Di Maio: “Non posso sentire oggi quei partiti che hanno sbandierato l’abolizione del vincolo di mandato – scrive Di Maio su facebook – dire che sono pronti a prendersi i fuoriusciti del M5s: siete dei traditori del vostro stesso mandato elettorale! Prima dicono che vogliono istituire il vincolo di mandato per evitare i cambi di casacca e poi sono pronti a prendersi quelli che cambiano casacca. Questo è un atteggiamento peggiore della camorra: perché poi gli atteggiamenti mafiosi si riversano in queste pratiche”.

Il confronto tra Cinquestelle e centrodestra si alza di un tono a meno di due settimane dalle elezioni, anche per via della corsa al voto utile che – secondo alcune proiezioni – andrebbe a concentrarsi sugli schieramenti considerati favoriti. “Il Partito democratico – ribadisce a più riprese Berlusconi, l’ultima oggi ad Assolombarda – si è tolto dalla sfida a due. Renzi, su cui tutti avevamo messo delle speranze e ha avuto il grande merito di aver tagliato il rapporto con l’ideologia comunista, non ha saputo tenere insieme la sinistra che si è divisa”. Dall’altra parte il Blog delle Stelle, l’organo del M5s, aveva contrattaccato dicendo che “il centrodestra non esiste, probabilmente non è mai esistito. Sono nella stessa scheda solo per loro convenienza, sfruttando l’infame legge elettorale che del resto si sono scritti loro in accordo col principale alleato di Berlusconi, Matteo Renzi. Stanno usando le elezioni politiche, pagate da tutti i cittadini con le tasse, per farsi le loro primarie e vedere chi primeggia, per poi andare ognuno per conto proprio il giorno dopo le elezioni.

Oggi di Berlusconi aveva parlato per esempio il garante del M5s Beppe Grillo: “Non riesco a togliermi dalla mente la riedizione del contratto con gli italiani che ha stipolato Berlusconi – scrive riferendosi al Porta a Porta della scorsa settimana – Da buon pubblicitario sa bene che i nostri cervelli sono stufi di aggiornare continuamente la sua immagine e le demenzialità che dice. Per un pelo non convince anche me: niente tasse, tutti felici con lui, è sufficiente che si presenti come Vanna Marchi e ripeta ad oltranza sempre le stesse cose truccato da giovane. Il nostro cervello non lo percepisce come un’illusione ma si è semplicemente abituato, non importa il vero o il falso perché, come tutti i pubblicitari, quello che conta è ‘stufare il cervello‘, fare in modo che rinunci ad essere critico abbandonandosi alla rassicurazione per quanto fatua ed in malafede”.