Gli ultimi sondaggi confermano quello che hanno sempre detto negli ultimi 6 mesi. Oggi una maggioranza certa non esiste. Il centrodestra, la coalizione più avanzata, al massimo può arrivare a quota 296, cioè a 20 seggi dalla soglia necessaria. Cinquestelle e centrosinistra, come si sa, sono molto più lontani, mentre un’eventuale alleanza di larghe intese è tutta da calcolare e formare con fatica, un pezzo a destra e un pezzo a sinistra. Sono cinque i giornali che oggi pubblicano gli ultimi sondaggi prima della sospensione della pubblicazione dei dati, come per legge: Demos&Pi per Repubblica, Ipsos per il Corriere della Sera, Cise per il Sole 24 Ore, Piepoli per la Stampa e Swg per il Messaggero. Qui li illustreremo – per avere un metodo – coalizione per coalizione, partito per partito.

Centrodestra tra 37 e 39
Nel centrodestra il primo partito è comunque Forza Italia che per tutti gli istituti oscilla tra il 15 e il 16 per cento: cambiano solo le tendenze, perché per Demos è in salita e per Ipsos in discesa nello stesso periodo dell’ultimo mese. I berlusconiani, precisano meglio i dati Cise (di Roberto D’Alimonte), sono molto più forti a Sud (oltre il 19) e debolissimi nelle cosiddette “ex Regioni rosse” (poco sotto il 9).

La Lega vola verso il 7 al Sud
La Lega, comunque a livelli molto alti, dondola tra il 13 e il 14 per cento, anche in questo caso con tendenze nell’ultimo periodo un po’ controverse. Per D’Alimonte al Nord la Lega prenderebbe in media quasi il 21, ma al Centro si profilerebbe oltre il 19 e al Sud addirittura il 7, cifre – è il caso di dire – inedite. Da notare che, spiega Swg, i valori aumentano nella parte del Senato, il che significa che Berlusconi e Salvini sono scelti in particolare dagli elettori più anziani.

Il terzo partito è Fratelli d’Italia che va tra il 4,3 segnalato da Ipsos al 5 assegnato da Piepoli, per tutti in leggera discesa. La cosiddetta “quarta gamba” – Noi con l’Italia-Udc – fa più fatica del previsto: Demos nemmeno la misura, Ipsos lo dà all’1,8, Cise allo 0,6, mentre Swg la assesta intorno al 2 e Piepoli anche al 3. Le cifre per l’intera coalizione continuano a stazionare intorno al 37-38.

Centrosinistra tra 27 e 30
L’altra coalizione è quella del centrosinistra, nella quale l’unico partito sicuro di superare la soglia del 3 per cento è il Pd. Per il Nazareno non va molto bene, tanto che Demos&Pi (diretto da Ilvo Diamanti) su Repubblica assegna ai democratici addirittura il 21,9, con un calo nell’ultimo mese di circa un punto percentuale. In generale comunque il dato è intorno al 22, decimale più decimale meno. Ipsos di Nando Pagnoncelli valuta il Partito democratico al 22,6 (meno 0,5 in un mese), in linea con Index per PiazzaPulita di cui parliamo a parteSwg nella forbice tra il 22,5 e il 24,5, mentre Cise al 23,7 e Piepoli (. Secondo quest’analisi di D’Alimonte, peraltro, il Pd tiene abbastanza al Nord (26,8) e nelle Regioni rosse o presunte tali (28,9) ma crolla al Meridione, fin sotto al 19. Anche nel caso del Pd – sottolinea Swg – le preferenze salgono nella fascia d’età dell’elettorato attivo per il Senato.

PiùEuropa verso l’impresa: “E’ sopra al 3”
L’unico alleato del Pd
che ha speranza di toccare la soglia di sbarramento per portare direttamente una propria rappresentanza in Parlamento è PiùEuropa, la lista di Emma Bonino e Bruno Tabacci. Per Demos, Ipsos, Piepoli e Swg il 3 per cento è cosa fatta, per Cise è vicina (2,6). Per Pagnoncelli il balzo è stato addirittura di due punti in un mese (dall’1,2 al 3,1), per Demos per Repubblica di quasi un punto (più 0,7). Ad oggi non riescono a toccare il 3 per cento né Insieme (l’alleanza di Verdi, Psi e ex prodiani, data tra il mezzo punto e il punto intero) né Civica Popolare (la lista di centristi guidata dalla ministra Beatrice Lorenzin, che non va oltre lo stesso valore 0,5-1). Il centrosinistra tutto intero sta dentro uno spazio che va dal 27,6 al 29,6.

M5s non si schioda dal 27-28 (al Sud al 38!)
Tutt’e cinque gli istituti confermano la stabilità, quasi marmorea, del Movimento Cinque Stelle che – nel bene e nel male – non si schioda dalla forbice 27-29 per cento. Il dato più basso lo dà Piepoli (27), quello più alto proprio Cise di D’Alimonte (29,4). Sempre il Cise, peraltro, spiega che il M5s soffre un po’ al Nord (dove raccoglie il 22 per cento, circa 6 punti sotto la media), ma è un rullo compressore tra le preferenze di lista al Sud, dove arriva a toccare il 38,1 per cento, performance quasi berlusconiane. Il M5s, dice Swg, è più debole nella parte del Senato, quella per la quale possono votare gli elettori con più di 25 anni.

Liberi e Uguali in crisi, ferma al 6
Liberi e Uguali
, infine, per tutti gli istituti ha subito un sensibile calo nell’ultimo mese, dovuto probabilmente e in parte alla crescita di popolarità dell’opzione Potere al Popolo, una lista ancora più a sinistra di quella di Piero Grasso. Leu, dunque, è dato tra il 5,3 (Cise) al 6,5. La media è il 6,1 assegnato a Liberi e Uguali dai due sondaggi di Demos e Ipsos. Le altre liste non coalizzate sembrano ad oggi lontane dalla soglia di sbarramento: CasaPound è allo 0,6 stimato da Cise, mentre Potere al Popolo è dato da tutti un po’ sopra l’1 (tra l’1,1 e l’1,3).

Boom M5s tra i giovani (ma sono più forti anche Leu e Bonino)
Un altro sondaggio, elaborato da Quorum/YouTrend per SkyTg24, spiega meglio cosa succede ai giovani che votano per la prima volta alla Camera e per la prima volta al Senato. I Cinquestelle, anche in questa fascia d’eta (18-22 alla Camera e 25-29 al Senato), sono la prima forza politica, ma aumentano ulteriormente il proprio bacino di voti: tra le liste che corrono per Montecitorio sono al 31 per cento, tra quelle per Palazzo Madama sono al 35. Scendono di parecchio gli altri due partiti principali: il Pd prende il 20 per cento alla Camera e il 17 al Senato, mentre Forza Italia al contrario raccoglie il 15 alla Camera e il 19 al Senato. La Lega sembra quasi in media (rispettivamente 14 e 11 per cento), mentre i Fratelli d’Italia vengono un po’ penalizzati dai più giovani (4 alla Camera, 3 al Senato). Chi va forte tra i ragazzi al primo voto per la Camera sono invece Liberi e Uguali (all’8 per cento) e PiùEuropa della Bonino (al 4). Va detto che questo scenario si inserisce in un quadro di alta astensione, al 40 per cento. La maggior parte mette al primo posto i temi del lavoro come leva che ha motivato la scelta (69 per cento alla Camera e 71 al Senato), a seguire anche la riduzione dei costi della politica, tasse, scuola e università.

Al centrodestra al massimo 296 seggi
Infine la proiezione dei dati sui seggi in Parlamento, elaborazione che fanno per questa settimana solo Ipsos e Swg. Secondo l’istituto diretto da Nando Pagnoncelli il centrodestra alla Camera può aspirare a un massimo di 296 seggi, ma per il momento si ferma a 283. Forza Italia ne avrebbe 129, la Lega 101, Fratelli d’Italia 39 e Noi con l’Italia a 14. Il centrosinistra per Ipsos si fermerebbe a 158 seggi, 136 dei quali al Pd, 18 a PiùEuropa e 4 tra Civica Popolare, Insieme e Svp. Al M5s, infine, andrebbero 152 deputati e a Liberi e Uguali 24.

Swg invece fornisce delle forbici, secondo le quali la seconda forza parlamentare – dopo la coalizione del centrodestra – sarebbero i Cinquestelle. Il centrodestra sarebbe tra 263 e 273 alla Camera e tra 130 e 140 al Senato, il centrosinistra è su 141-151 a Montecitorio e 63-71 al Senato, il M5s sarebbe invece tra 174 e 184 alla Camera e tra 92 e 100 al Senato. Liberi e Uguali infine avrebbe 21-27 deputati e 9-13 senatori. Per Swg ci sono 70-75 seggi in bilico alla Camera (la metà dei quali al Sud) e 27-31 al Senato (12 al Sud).

 

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