La Serie A a Media Pro. Una svolta epocale che rompe lo storico duopolio Sky-Mediaset, rivoluziona gli equilibri nel mondo delle pay-tv (e forse pure del pallone). Per il tifoso, però, significa solo una serie di domande, su cosa succederà il prossimo anno e come vedere le partite in televisione. La risposta, in generale, è che non dovrebbe cambiare molto per i consumatori. Ilfattoquotidiano.it prova a chiarire i dubbi degli appassionati, rispondendo ai 6 interrogativi più diffusi nelle ultime ore.

SKY E MEDIASET CONTINUERANNO A TRASMETTERE LA SERIE A?

Non è detto, ma tutto lascia presagire di sì. Media Pro ha acquistato i diritti tv dalla Lega Calcio, per poi rivenderli a sua volta sulle varie piattaforme. Agli operatori già esistenti, che in Italia significa essenzialmente Mediaset per il digitale terrestre e Sky per il satellite. Le due emittenti dovranno sedersi al tavolo e trattare con gli spagnoli, ma al 90% (anche solo per mancanza di alternative concrete, da una parte e dall’altra) è lecito ipotizzare che l’accordo vada in porto. Se così sarà, i tifosi neanche si accorgeranno del passaggio a Media Pro, continuando a vedere col loro abbonamento le partite esattamente come facevano fino a ieri. Mediaset probabilmente tratterà l’acquisto dei match delle 8 big, Sky di tutto il campionato (per la definizione dei pacchetti però davvero bisogna attendere i negoziati).

DOVE SI POTRANNO VEDERE LE PARTITE?

Per guadagnarci, Media Pro deve rivendere a più operatori possibili i diritti, quindi la Serie A si potrà vedere con sempre più piattaforme. Innanzitutto sul digitale terrestre (Mediaset, l’unica che ha un settore Premium attivo in Italia in questo momento) e satellite (Sky, a meno che non si faccia avanti Discovery con Eurosport, solitamente poco interessata al calcio). La novità sarà una maggiore offerta su internet: fino a ieri una piccola parte della Serie A era disponibile su Tim, in futuro le partite potrebbero essere viste anche in streaming su smartphone e tablet grazie a Perform, Amazon o altre compagnie che operano sul settore degli OTT e ora troveranno pacchetti più vantaggiosi per un loro ingresso nel mondo del pallone.

GLI ABBONAMENTI COSTERANNO DI PIÙ O DI MENO?

Questo è il punto più difficile da prevedere in anticipo. In generale, l’ampliamento dell’offerta su internet potrebbe dare la possibilità ai tifosi di vedere la Serie A (o almeno una sua parte) in streaming a prezzi inferiori a quelli attuali. Discorso diverso per gli abbonamenti alle pay-tv: in questo caso bisogna attendere l’esito dei negoziati per capire le eventuali ripercussioni. È chiaro che se Sky, messa all’angolo da Media Pro, dovesse fare uno sforzo economico molto importante per non perdere il pallone (diciamo oltre i 550-600 milioni di euro messi in preventivo dal colosso di Murdoch), gli abbonamenti potrebbero anche essere leggermente ritoccati verso l’alto. Ma lo scenario più verosimile è che non ci saranno variazioni degne di nota.

QUANDO SI DEFINIRÀ LA SITUAZIONE?

Dipende dalla velocità con cui procederanno i negoziati. Prima, però, l’Antitrust deve dare il via libera all’accordo tra Lega Calcio e Media Pro, entro 45 giorni. Se tutto andrà bene, il quadro delle offerte per il prossimo campionato dovrebbe essere abbastanza chiaro già entro fine primavera, in tempo utile per permettere ai tifosi di regolarsi di conseguenza. Solo in caso di parere negativo dell’Autorità o di un eventuale ricorso di Sky accolto in tribunale, la situazione precipiterebbe di nuovo nel caos e i tempi di allungherebbero, col rischio di arrivare in piena estate senza certezze. Ma oggi questo scenario forse è un po’ meno probabile di ieri, con Sky più disponibile al dialogo dopo la diffida e le dichiarazioni bellicose iniziali.

CHI FARÀ LA REGIA DELLE PARTITE?

Vecchia polemica del nostro campionato, più che mai d’attualità oggi con il Var e l’importanza delle immagini alla moviola. Fino ad oggi la “regia” delle partite era garantita dalla stessa Lega Calcio tramite Infront per la maggior parte delle squadre (14), mentre altre 6 (Juventus, Roma, Napoli, Torino, Benevento e Sassuolo) agivano in autonomia (appoggiandosi principalmente a Sky). Ora Media Pro potrebbe essere interessata a curare la produzione per tutti, con una cosiddetta “regia unica” per uniformare gli standard del campionato. Per farlo, però, dovrà acquistare i diritti soggettivi dai vari club (e non tutti, specie alcune big più legati a Sky) potrebbero non essere disponibili.

CHI CI GUADAGNA COL PASSAGGIO A MEDIA PRO?

È la domanda a monte di tutta l’operazione. La risposta è semplice: sicuramente ci guadagnano i presidenti dei club, che si sottraggono al giogo delle pay-tv, garantendosi la ricca dote di 3 miliardi di euro per i prossimi tre anni con cui mandare avanti tutto il carrozzone. Ma il nuovo scenario tutto sommato può star bene anche a Mediaset, che potrà continuare a trasmettere almeno le gare delle big (obiettivo minimo, dopo il ridimensionamento di Premium), accorciando il gap con i rivali di Sky. Il colosso di Murdoch è l’unico ad uscirne con le ossa rotte, perdendo la sua posizione dominante sul mercato: ma se saprà trattare bene con gli spagnoli, tutto sommato il danno potrebbe essere ridotto o addirittura nullo anche per loro.

Twitter: @lVendemiale