Sette euro e settantacinque centesimi al mese. Novantatré euro all’anno. È l’affitto pagato da Emanuele Dessì per una casa popolare di proprietà dell’Ater. Finisce nuovamente al centro delle polemiche il candidato del Movimento 5 stelle al Senato. E questa volta provoca l’intervento diretto di Luigi Di Maio. “Io sono il capo politico del Movimento e il mio dovere è tutelare il Movimento. Grazie ai giornalisti che hanno fatto gli approfondimenti. Abbiamo avviato tutti gli accertamenti stamattina, se dovesse essere vero quello che sta emergendo, allora non avremo nessun problema sul fatto che queste persone non possono stare nel Movimento, quindi dateci il tempo di fare gli accertamenti”, ha detto il candidato premier dei pentastellati.

Dessì, dunque, potrebbe anche perdere il suo posto nel listino proporzionale del collegio Lazio 3. L’aspirante senatore aveva fatto parlare di sé già pochi giorni fa, quando era stato diffuso un video in cui compariva in palestra con Domenico Spada, il pugile cugino di Roberto, l’esponente dell’omonimo clan arrestato per aver picchiato la troupe di Nemo lo scorso novembre. “Se rifarei quella foto? Con un campione del mondo di pugilato la rifarei anche oggi“, ha detto Dessì ai microfoni di Piazzapulita su La7. Nel 2015, tra l’altro, il pentastellato raccontava sulla sua pagina facebook di avere “menato ad un rumeno” per la terza volta nella sua vita, dopo avere ricevuto “insulti gratuiti”.

A farlo finire sulla graticola, questa volta, è  la trasmissione condotta da Corrado Formigli, che ha raccontato la storia del canone irrisorio pagato dal pentastellato al comune di Frascati, dove Dessì vive e dove per due anni è stato anche consigliere comunale. “Come mai pago tanto? Perché non ho reddito. Abito in quella casa perché sono una persona povera. Io non ho reddito”. E in effetti il reddito dichiarato da Dessì è zero ma – secondo la ricostruzione di Piazzapulita – dal registro delle imprese l’aspirante senatore risulta in carica in due società. E nel 2015 – sostiene sempre la trasmissione di La7 – da consigliere comunale a Frascati diceva davanti a un evasore di lavorare in nero. “Quella è una discussione che non avete seguito. Io tanti anni fa guadagnavo molto, poi mia moglie ha venduto un’azienda e abbiamo dei soldi che ci stiamo gestendo”. Da quanto tempo Dessì abita in quella casa popolare? “Dal ’47 – dice lui – prima ci stava mia madre e ancora prima mia nonna”.

Dessì su Facebook: “Ho chiesto di pagare un canone più alto, ma mi hanno detto di no” – Come è possibile, dunque, che quel contratto d’affitto sia passato a Dessì per via ereditaria, come se si trattasse di un bene privato e non invece pubblico? “Lo stesso Dessì si era reso disponibile ad aumentare il valore del canone mensile corrisposto”, ha detto Claudio Gori, vicesindaco di Frascati. Anche Dessì in diretta Facebook conferma quanto riferito dall’amministrazione: “Ho chiesto ripetutamente di pagare una cifra più alta e congrua perché ritengo io per primo vergognoso pagare questa cifra. Ma la legge non me lo permette e io mi devo attenere alla legge come ho sempre fatto”. E sul rumeno “menato” aggiunge: “Il video in cui litigavo con dei ragazzi romeni era pubblico da anni. Non volevo menare quella persona, è capitato. Queste cose sono uscite dopo la presentazione della lista del M5s, non è un caso. E’ stato tirati tutto fuori ad arte per colpire il partito che rappresento. Mi scuso di quel gesto. Camminavo con mia moglie all’epoca e uno di loro mi chiede una sigaretta. Io non fumo e gli rispondo di non averla, lui mi sputa sui piedi e si gira. Mia moglie gli ha chiesto ‘ma cosa fai’ – ha aggiunto – e lui ha detto in romeno una volgarità. Poi mi ha sputato. Forte dell’esperienza pugilistica ho colpito quell’uomo, dovevo difendere mia moglie e i miei figli. Ho sbagliato a condividere uno sfogo. Non sono un razzista“. Poi si rivolge ai dem, minacciando di querelarli nel caso in cui lo accusassero di essere un evasore fiscale. “Io non ho tante aziende – continua -. Il secondo consorzio di cui parlano i giornali è appunto un consorzio che mi costa 100 euro all’anno. Ho cominciato a lavorare a 15 anni. Nessuno può darmi dell’evasore fiscale, come ha fatto il Pd. E li querelo. Da due anni subisco angherie e diffamazioni”.

Di Maio: “Andare a fondo sulla storia dell’affitto” – La storia ha comunque scatenato i vertici del Movimento, già prima delle parole di Di Maio. “La foto con Spada non conta nulla, lo stesso ministro Delrio premiava un pugile della stessa famiglia in un’altra foto. Credo sia dovere indagare a proposito dell’affitto, bisogna andare a fondo”, ha detto Alessandro Di Battista, intervenendo in diretta alla trasmissione di La7. La stessa linea seguita da Roberta Lombardi che non considera gravi le immagini con Spada e il post sui rumeni ma al contrario vuole un’indagine sulla questione dell’affitto. “Il tentativo del Pd e di alcuni giornali di associare il nostro candidato al Senato Emanuele Dessì agli Spada o di definirlo un picchiatore è qualcosa di miserabile. Chi usa la violenza sbaglia sempre, annunciare di averla usata per di più su un social network è profondamente sbagliato, ma io non mi sento di giudicare il comportamento di una persona che in quel momento vede la sua compagna o i suoi figli in pericolo. Da mamma, non so come potrei reagire se qualcuno aggredisse uno dei miei bambini”, scrive su facebook la candidata M5s alla presidenza della Regione Lazio. “Piuttosto – aggiunge –  su una cosa credo invece che il candidato M5s debba assolutamente chiarire: la sua casa, il canone da 7 euro ecc. Stanno emergendo opacità che il M5S non può accettare. Per quanto mi riguarda la trasparenza vale più di ogni cosa”.