Tommaso Cerno, condirettore di Repubblica, sarà candidato dal Pd alle prossime elezioni. Lo confermano da ambienti del partito, mentre è in corso la fase finale di chiusura delle liste in vista della direzione delle 16. Il giornalista, su Twitter, ringrazia il giornale “per tutto ciò che mi ha dato”: preludio alle dimissioni. “Mi chiedono: ma ti candidi? Come fossi il primo italiano che sceglie di portare le sue battaglie culturali, dai diritti civili alla libertà di pensiero, dove possono diventare realtà”, è la sua spiegazione. “È una scelta di vita, personale, combattuta”.

Cerno, 43 anni, affiancava Mario Calabresi alla direzione del quotidiano del gruppo Gedi dallo scorso ottobre. In precedenza dal luglio 2016 aveva diretto il settimanale L’Espresso, a cui era approdato dopo la direzione del Messaggero Veneto, una delle testate locali del gruppo.

Nel 2015 ha pubblicato il saggio A noi! – Cosa ci resta del fascismo nell’epoca di Berlusconi, Grillo e Renziin cui partendo da Benito Mussolini ricostruisce l’inestinguibile passione degli italiani per “l’uomo forte“, che “offre sicurezza e risposte, dall’altro garantisce la deresponsabilizzazione delle masse”. Nel libro il segretario dem viene definito “il nuovo taumaturgo del Belpaese” e, ricostruendo il suo arrivo a a Palazzo Chigi, Cerno ricorda il “colpo di mano” ai danni di Enrico Letta avvenuto non “in Parlamento, come almeno un minimo di rispetto istituzionale vorrebbe”, ma in una direzione del Pd. Il partito, è la conclusione “china la testa, scarica il povero Enrico e spalanca le porte di Palazzo Chigi al “rottamatore””.

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