Umberto Bossi lunedì potrebbe svegliarsi segretario della Lega Nord. Grazie a un ricorso che mette in dubbio la legittimità della nomina di Matteo Salvini e che è stato discusso e ritenuto fondato stamani dal giudice della prima sezione civile del tribunale di Milano, Nicola Di Plotti. La pronuncia arriverà a stretto giro: è stata annunciata entro lunedì mattina. Il ricorso chiede la sospensione in via cautelativa della “nomina di Matteo Salvini quale segretario federale della Lega Nord”. Se verrà accolto saranno automaticamente annullate le primarie dello scorso maggio, Salvini tornerà militante semplice e, come prevede lo statuto, l’incarico di segretario sarà ricoperto da Umberto Bossi che oggi è presidente federale e garante del Carroccio.

Il ricorso è stato presentato una decina di giorni fa da un candidato nella lista in sostegno all’assessore della Regione Lombardia, Gianni Fava, che aveva sfidato Salvini alle primarie per la segreteria della Lega. Nelle quindici pagine presentate al giudice, il candidato denuncia irregolarità da parte di Salvini nella composizione delle liste per le primarie e di aver poi cambiato in corsa uno dei candidati, l’europarlamentare Lorenzo Fontana, vicepresidente della segreteria federale della Lega Nord e componente anche del nuovo partito “Lega per Salvini premier”, insieme a Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Giulio Centemero e lo stesso Salvini. Stamani all’udienza si erano presentati i cinque testimoni convocati ma il giudice ha preso tempo per leggere le memorie depositate dalle parti. In poche ore ha deciso che non serviva analizzare altro materiale né sentire i testimoni, annunciando la pronuncia entro lunedì mattina.