Gli automobilisti più indisciplinati e i debitori meno puntuali di Como? Sembra che siano gli svizzeri. È quanto emerge da un reportage de La Provincia di Como che cita i numeri forniti dal comune lariano: l’amministrazione vanta crediti per 290mila euro nei confronti di cittadini svizzeri che non hanno mai pagato le multe. Mentre gli italiani che commettono un’infrazione in Svizzera e non saldano il conto rischiano il carcere.

Prendendo in esame le contravvenzioni dei primi nove mesi del 2017 che interessano le targhe ticinesi, ha spiegato il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo, il Comune di Como ha notato che su 337mila euro di ammontare complessivo solamente 47mila risultano effettivamente incassati.

Un percentuale irrisoria, inferiore al 15 per cento. Ma l’amministazione ha poche frecce al proprio arco per migliorare lo stato delle cose perché, spiega il comandante, “contro i connazionali che non pagano abbiamo i mezzi per recuperare il credito, contro gli stranieri invece, e in particolare gli svizzeri, abbiamo solo armi spuntate. Quei 47mila euro non sono destinati a crescere di molto”.

Gli svizzeri sembrano essere particolarmente avvezzi a divieti di sostaingressi non autorizzati nella Ztl e nel transito al di fuori delle ore consentite per via Milano. Sono tipologie di infrazioni per le quali è impossibile richiedere il pagamento contestuale, a fronte della minaccia del fermo della vettura.

Ghezzo spiega come mai non vengano recuperati: “Perché la riscossione diventi coattiva in Ticino bisognerebbe attivare le procedure per la riscossione di crediti all’estero. Ma ciò comporta costi importanti, che non avrebbe senso sostenere per piccole somme, dell’ordine di 50 euro ciascuna – dice a La Provincia di Como – Si rischia di dover sopportare spese dell’ordine di qualche centinaio di euro per singolo atto, non avendo la certezza di recuperare né la sanzione né i relativi costi”.

Cosa accade a parti invertite? Le multe non pagate in Svizzera possono portare all’arresto. I giudici d’Oltralpe inviano un’ordinanza direttamente in Italia e in caso di rientro in territorio svizzero, con contestuale fermo, ci si trova di fronte a un bivio: o finalmente il trasgressore paga oppure può essere portato in cella.

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