Le inchieste innanzitutto, a partire da quella sull’alluvione, e poi le difficoltà di amministrare una “città in crisi”. Il primo cittadino M5s di Livorno Filippo Nogarin, a Pescara per la scuola di governo del Movimento, ha dichiarato a sorpresa che non correrà per il secondo mandato. Salvo poi specificare su Facebook che niente è deciso e che si trattava di “pensieri personali”. L’annuncio, riportato da il Fatto Quotidiano e da Corriere della Sera e Repubblica, ha sorpreso tutti. “Il mandato mi scade tra un anno”, ha detto. “E no, non mi ricandido. Come si fa? Ho sulle spalle cinque inchieste penali e 50 civili. Alcune assurde, come una su un canto dell’upupa. Sono due le cose: o sono Al Capone, oppure c’è un accanimento nei miei confronti”. Quindi ha aggiunto: “Ho cinque avvisi di garanzia per reati penali. Vanno dall’abuso d’ufficio al concorso in omicidio colposo, quello per l’alluvione, quello che ha fatto più male. Basta: essere sindaci di una città in crisi è difficile, è dura”. Quello di Nogarin però potrebbe essere tutt’altro che un addio: “Resterò a lavorare nel Movimento”, ha concluso. E soprattutto non ha chiuso alla possibilità di candidarsi alle Europee, “vediamo, ho fatto solo un mandato. Le nostre regole me lo impedirebbero solo in caso di condanna”.

Il sindaco, che il 15 gennaio scorso ha annunciato di essere indagato per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione di Livorno, ha poi su Facebook specificato meglio il suo ragionamento. Dicendo che niente è ancora sicuro: “Quello che scrivono oggi i giornali nazionali è vero ma solo in parte: l’idea di non ricandidarmi a sindaco di Livorno mi ha sfiorato, ma all’interno di un ragionamento molto più ampio e complesso. Non c’entra nulla l’alluvione del 10 settembre. Per il momento, in ogni caso, si tratta soltanto di pensieri personali che mi sono venuti in una fase molto complicata del mio percorso. Non c’è assolutamente nulla di deciso”. Nogarin ha quindi detto che deciderà nei prossimi mesi: “L’unica cosa certa – ha ripreso il sindaco – è che io continuerò nel mio lavoro al servizio dei cittadini di Livorno fino al termine del mandato e solo nei prossimi mesi deciderò in che modo proseguire questo cammino. Quando avrò preso questa decisione, i primi cui lo comunicherò saranno proprio i miei concittadini, gli unici cui devo rendere conto. Al termine di quella che è stata la settimana più difficile per me soprattutto dal punto di vista umano, qualche riflessione è d’obbligo. Non passa giorno senza che io ripensi alle otto persone che hanno perso la vita in quel disastro, ma questo avvenimento non rappresenta certo il motivo principale per cui ho cominciato a riflettere sul mio futuro. Per il momento, in ogni caso, si tratta soltanto di pensieri personali che mi sono venuti in una fase molto complicata del mio percorso. Non c’è assolutamente nulla di deciso”.