Dopo le modifiche all’algoritmo che seleziona i contenuti da mostrare agli utenti, Facebook annuncia un’altra mossa. A breve infatti, saranno gli stessi utenti, con il loro giudizio, a stabilire l’affidabilità delle fonti di notizie. E così per contrastare le fake news, il social chiederà alle persone di indicare se si fidano delle fonti da cui ricevono informazione e in base a questi giudizi verrà deciso cosa mostrare e cosa invece lasciare indietro. Facebook creerà quindi una sorta di “classifica” delle testate per autorevolezza e, sulla base dei pareri e dei suggerimenti raccolti dagli utenti, stabilirà la diffusione dei contenuti. Ad annunciarlo è stato proprio Mark Zuckerberg: “Ora chiederemo (agli utenti) se conoscono la fonte che pubblica le informazioni e, in caso affermativo, se si fidano di quella fonte. La mia speranza – ha scritto in un post – è che questi aggiornamenti possano aiutare a migliorare il tempo che si passa su Facebook”.

La sperimentazione prenderà il via la prossima settimana negli Stati Uniti per poi essere estesa a livello internazionale. “Potremmo provare a prendere questa decisione da soli”, ha aggiunto Zuckerberg, “ma è qualcosa che non ci faceva sentire del tutto a nostro agio. Abbiamo preso in considerazione la possibilità di chiedere ad esperti esterni, ma sapevamo che probabilmente non avrebbero risolto il problema dell’obiettività. Oppure potevamo chiederlo a voi – la community – e quindi sarà il vostro feedback a determinare la classifica”.

“L’idea è che alcuni media siano considerati affidabili solo dai loro lettori o spettatori, mentre altri godano di un più ampio grado di fiducia nella società, anche da coloro che non li seguono direttamente”, spiega ancora Mark Zuckerberg. “Questa nuova funzione non cambierà la quantità di informazioni che vediamo su Facebook, ma cambierà solo il bilancio delle informazioni a favore di fonti considerate affidabili dalla comunità degli utenti”, prosegue Zuckerberg. Questo aggiornamento arriva dopo mesi di polemiche nei confronti di Facebook: la piattaforma, che conta ogni mese oltre due miliardi di utenti attivi, è accusata di non fare abbastanza per combattere le fake news.