“Il tutto è un po’ ridicolo, il segreto sulla riforma delle popolari era un segreto di Pulcinella. Ne parlavano tutti”. Così a Otto e Mezzo (La7) l’imprenditore Carlo De Benedetti commenta la vicenda che lo vede coinvolto con l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulle banche popolari. “Della riforma aveva cominciato a parlare Amato. E poi era nel programma di Renzi. Quest’ultimo, peraltro, di fatto non mi ha detto niente di particolare, altrimenti non me lo diceva davanti all’usciere. E non ha mai usato la parola ‘decreto’. Renzi, mentre stavo uscendo, ha semplicemente detto: ‘Guarda che quella cosa che c’era nel mio programma, e cioè la trasformazione delle popolari, lo faremo”. E aggiunge: “Questo non lo ha scritto nessun giornale. E’ vero che ho dato ordine di comprare delle azioni di banche popolari, ma contemporaneamente ho dato l’ordine di ‘hedgiare’, che è una cosa che costa dei soldi. Ho comprato delle put; se uno pensa che la cosa avvenga la settimana dopo, non si protegge. Era una roba proiettata nel tempo. Per me è avvenuto in tempi non sospetti. E’ ridicolo, tutto questo è veramente ridicolo”. E accusa l’ex presidente della Consob: “Il caso delle banche popolari è stato solo un vizio di Vegas che è stato scornato e messo in minoranza, perché poi la Consob ha archiviato la pratica. Io non capisco, questo è un Paese in cui bisogna essere giudicati da qualche incompetente in giro? Il mio broker? Era lui a essere intercettato, non io. Credo che abbia usato la parola ‘decreto’ nella telefonata perché non ha competenza dei termini parlamentari e non sa la differenza tra decreto e proposta di legge. Ma posso garantire che né Panetta (vice direttore di Bankitalia, ndr), né Renzi hanno mai parlato di decreto. Né tantomeno io”. Alla conduttrice Lilli Gruber che gli chiede a che titolo parla con un presidente del Consiglio e coi vertici di Bankitalia, De Benedetti risponde: “Nel caso mio, è assolutamente normale. Tutte queste polemiche sono di un provincialismo preoccupante